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Disabile “sfrattato” dal parcheggio, il Comune di Reggio Emilia: "Troveremo un’alternativa per Franco Fabbi"

Leonardo Grilli
Disabile “sfrattato” dal parcheggio, il Comune di Reggio Emilia: "Troveremo un’alternativa per Franco Fabbi"

L’assessore Tutino e il comandante Poma sul caso del disabile: «Quel parcheggio deve essere gestito con trasparenza»

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REGGIO EMILIA. Nella realtà quotidiana nulla è bianco o nero ma, spesso, ci sono delle vicende delicate dove la soluzione è tutt’altro che semplice. Storie dove la dignità di un disabile si intreccia con le necessità amministrative di una città, le normative sul lavoro, la burocrazia e difficili scelte personali. Come la storia di Franco Fabbi, storico custode del parcheggio di via Campo Samarotto, che dopo 45 anni di attività, entro il 4 settembre dovrà abbandonare il suo lavoro. Un dramma per Franco che, come hanno precisato ieri l’assessore a Infrastrutture e mobilità Mirko Tutino e il comandante della Municipale e dirigente della Mobilità Stefano Poma, è ben noto da tempo. E da tempo ci si sta lavorando per cercare di sbrogliare questa intricata matassa.

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«Nei giorni scorsi – scrivono Tutino e Poma in una nota congiunta – abbiamo spiegato al signor Fabbi quali siano le ragioni dell’impossibilità di procedere con ulteriori proroghe e di fronte al quadro personale che ci ha fornito abbiamo espresso tutta la nostra disponibilità perché il Comune, con i servizi che si occupano delle persone anziane e in difficoltà, possano supportare la qualità della vita del signor Fabbi, in pensione già da alcuni anni, come avviene per tantissimi altri cittadini in stato di necessità. Di questo abbiamo informato anche il vicesindaco e assessore al welfare Matteo Sassi, il quale è a disposizione da subito per un incontro con lui, per costruire assieme un progetto che lo impegni e dia dignità al suo tempo. Questo avviene nelle città civili, con trasparenza e pari diritti rispetto a chiunque altro».

Per capire la cornice amministrativa che ha portato alla situazione attuale, è invece necessario fare un passo indietro di diversi decenni. «La concessione al signor Fabbi – spiegano ancora – nasce in un periodo storico (gli anni ’70) in cui gli affidamenti di aree pubbliche non erano oggetto di gara o di altre procedure competitive a evidenza pubblica. Negli anni scorsi, in attesa di arrivare alla nuova gara di gestione della sosta svoltasi nel 2016, la concessione è sempre stata prorogata di volta in volta e in ogni occasione il titolare, o le persone da lui delegate a occuparsi della questione, hanno ricevuto proroghe di durata annuale».

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A dicembre 2016, poi, i primi cambiamenti: «Essendo in corso il nuovo affidamento del servizio al vincitore della gara, questa proroga è stata ridotta al primo semestre 2017, al quale si sono aggiunti altri due mesi proprio per consentire al titolare una graduale uscita dalla gestione. L’ultima lettera contenente la scadenza (prorogata) di settembre è stata consegnata al signor Fabbi nei primi giorni di luglio. Il procedimento è stato seguito, in linea tecnica, dal comandante della polizia municipale in quanto dirigente ad interim del servizio mobilità, mentre il signor Fabbi è affiancato da un amministratore che conosce le norme e ha sempre mantenuto tutti i rapporti».

Venendo all’area di sosta, non mancano poi alcune stoccate: «Ci ha colpito che sia stato chiesto di proseguire una gestione che nominalmente è intestata al signor Fabbi, ma che da anni vede la presenza di altre figure, rispetto alle quali non ci sono note le modalità di retribuzione. Oltretutto non esiste un rendiconto contabile degli incassi del parcheggio. Il Consorzio Tea – che ha tutti i diritti di subentrare in quanto vincitore di una gara – è composto al 90% da Til, società pubblica che con le risorse ottenute dalla sosta gestisce gli scuolabus della città. Ci preme poi sottolineare come i servizi scolastici erogati da Til e rivolti ai bambini e alle famiglie reggiane siano di qualità grazie alle risorse che si ottengono dagli stalli blu».

Se per esempio, proseguono, «Til è in grado di avere mezzi attrezzati per il trasporto degli studenti con disabilità motorie e fare – al prezzo di qualsiasi altro pullman – gite scolastiche accessibili a tutti, è grazie a ciò che si incassa con la sosta della città. Questo aspetto è importante affinché per aiutare una persona in difficoltà (in buona fede) non si faccia un danno a tante altre persone». A ciò si aggiunge che il ritorno a una gestione di quel parcheggio consentirà la sosta gratuita per i residenti e «garantirà una totale trasparenza rispetto ai tempi di utilizzo e agli incassi di un’area di proprietà che appartiene a tutti i cittadini reggiani».

Quindi, concludono, «il nostro parere, e lo diciamo avendo conosciuto Franco ed avendo ascoltato la sua storia, è che viste le condizioni della gestione in essere e la sua situazione personale, potrà essere positivo anche per lui se amici e conoscenti lo supporteranno e ci aiuteranno nel costruire per lui un’alternativa che non sia connessa alla gestione di quel parcheggio consentendo a quell’

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