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Dopo oltre due anni riapre il santuario ai piedi della Pietra

Dopo oltre due anni riapre il santuario ai piedi della Pietra

Castelnovo: sabato 9 settembre processione con il vescovo Saranno illustrati i lavori di messa in sicurezza della rupe

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CASTELNOVO MONTI. A più di due anni e mezzo dal 13 febbraio 2015, quando un boato fece tremare la rupe più conosciuta dell’Appennino tosco-emiliano, arriva una notizia importante che chiude una emergenza lunga e complicata. Il prossimo 9 settembre sarà infatti un giorno importante per la comunità di Castelnovo e dell'Appennino: il giorno della riapertura del santuario di Bismantova e l'ultima porzione di “zona rossa”, ovvero l'area interdetta ai visitatori a seguito del massiccio crollo di massi avvenuto nel 2015, che solo per un caso assolutamente fortunato (alcuni parlarono di miracolo) non coinvolse nessuna persona e non portò gravi danni allo stesso santuario.

La riapertura del 9 sarà anticipata, il 6 settembre, da una visita dell'assessore regionale alla Protezione civile e alle politiche per la montagna, Paola Gazzolo, che illustrerà ai giornalisti gli interventi sostenuti dalla Regione Emilia Romagna per il consolidamento e la messa in sicurezza della rupe, assieme al sindaco castelnovese Enrico Bini e al presidente del Parco nazionale dell'Appennino, Fausto Giovanelli.

Sabato 9 settembre, invece, sarà la giornata della riapertura ufficiale del santuario, organizzata dal Comitato per il restauro della Pietra, che al momento del crollo stava per concludere i lavori di ripristino dell'edificio di culto, dalla Diocesi di Reggio Emilia e dal Vicariato di Bismantova, in collaborazione con il Comune di Castelnovo e il Parco nazionale dell’Appennino.

Il programma della giornata prevede alle ore 16 l'inizio di una processione che partirà dalla antica pieve di Campiliola, all'ingresso dell'abitato di Castelnovo, per salire a piedi alla Pietra di Bismantova. Alle ore 18 in piazzale Dante, sotto la rupe, sarà celebrata la messa presieduta dal vescovo monsignor Massimo Camisasca.

Seguiranno alcuni interventi che illustreranno i lavori svolti. Alle 19.15 la riapertura solenne del santuario. In occasione dell'evento, dalle ore 17 sarà disponibile un servizio di navette a partire dal piazzale della pieve (piazzale Martiri di Roncroffio). In caso di maltempo la processione sarà sospesa e la messa celebrata nel santuario. La riapertura vedrà anche il ritorno alla Pietra delle suppellettili che per sicurezza vennero portate via dalla chiesa nei giorni seguenti al crollo, tra i quali il famoso dipinto della Madonna di Bismantova, chiamata anche la “Madonna del latte” perché ritratta nell’atto di allattare il Bambino. Torna quindi pienamente fruibile un luogo che ha un posto speciale nel cuore della comunità dell’Appennino, non solo di quella dei credenti.

La riapertura del santuario segue di poche settimane anche l’accordo siglato dal parco nazionale, la diocesi e la parrocchia di Ginepreto, con il passaggio di proprietà dell’eremo (i locali a lato del santuario, dove un tempo soggiornavano i monaci benedettini) per il suo recupero architettonico con destinazione a luogo di "documentazione, testimonianza e servizi sulla spiritualità e geologia" della Pietra, ispirati all'etica della custodia del creato. Il santuario è stato edificato ai piedi della Pietra nel XVII secolo, ma sicuramente la zona era luogo di permanenza di eremiti e uomini di fede già nei secoli precedenti. Sul luogo era ad esempio già presente nel 1422 una chiesetta dedicata al Santissimo Salvatore. Tra il 1616 e il 1625 la chiesetta fu ampliata e vennero costruiti un convento e una torre campanaria. (l.t.)

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