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Giuseppe Giacobazzi a FestaReggio «Lo stupro è il massimo della nefandezza»

«Indignatevi ancora perché lo stupro è il massimo della nefandezza, anche di un bambino, anche di un disabile, come è capitato». Sul palco di FestaReggio Giuseppe Giacobazzi subisce mercoledì sera...

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«Indignatevi ancora perché lo stupro è il massimo della nefandezza, anche di un bambino, anche di un disabile, come è capitato». Sul palco di FestaReggio Giuseppe Giacobazzi subisce mercoledì sera una sorta di metamorfosi. Il comico di Zelig, ospite per la quinta volta della rassegna del Partito democratico, inizia l’intervento con il classico tono istrionico e canzonatorio che ha mostrato più volte in televisione e dal vivo. Discute anche di realtà reggiane, come la mobilità, su cui scherza. Tuttavia, poi il tono si fa serio verso la fine del suo intervento, coinvolgente e capace di spingere alla riflessione. Si passa al tema dello stupro, di cui il nostro territorio ha recentemente conosciuto un caso che ha scosso le coscienze. Giacobazzi non ne parla espressamente, non chiama in causa né termini giuridici né sit-in davanti al tribunale. Tuttavia, va al cuore della vicenda in modo diretto e umano. «Indignatevi ancora», esorta più e più volte il comico di Zelig, che indirettamente chiama in causa anche un caso che ha coinvolto la sua Romagna. «Mi ha fatto più male dopo gli episodi non vedere in nessuna carica delle istituzioni femminili una posizione ancora più netta», il suo monito.

Si dice che al peggio non ci sia mai fine e Giacobazzi più volte definisce quale sia l’aspetto peggiore delle vicende. Alla fine conclude che sia l’appoggio rivolto ai stupratori. «La cosa peggiore è chi giustifica lo stupro – riprende l’artista – perché c’è gente che l’ha giustificato. Tutto ciò è ancora peggio e dobbiamo rivendicare il nostro punto di vista perché è giusto. Da esseri umani dobbiamo tendere al meglio, non al peggio di noi, come invece tendiamo a fare. Cerchiamo di essere migliori». (g.f.)

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