Opposizioni all’attacco: «È una vergogna»
Forza Italia, Lega Nord, FdI e 5 Stelle contro la Giunta. Ma su Facebook il caso divide i reggiani
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REGGIO EMILIA. Sul caso di Franco Fabbi, il parcheggiatore di via Samarotto a cui non è stata rinnovata la concessione, il Comune ha risposto. Ma le opposizioni in consiglio, nel frattempo, sono partite all’attacco.
Le parole più dure sono quelle di Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia: «Non accettiamo che si danneggi ancora la nostra città sottraendo autorizzazioni a figure storiche che da una vita hanno rappresentato anche la capacità di Reggio Emilia di collocare al lavoro persone sfortunate per le disabilità che le hanno colpite dalla nascita».
A stretto giro è arrivata anche la stoccata della Lega Nord che, tramite il segretario nazionale Lega Emilia Gianluca Vinci, scrive che «è solo l’ennesima dimostrazione dell’inefficienza e della mentalità dannosa dei vertici del nostro Comune che prediligono l’accoglienza per quel migliaio di cittadini africani che vivono a Reggio a nostre spese». Rimarcano invece sullo slogan di “città delle persone” Ivan Cantamessi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, e la consigliera pentastellata Paola Soragni: «La sua vita, in quella che la Giunta chiama “la Città delle Persone”, non andrebbe cancellata per 30 strisce blu e una macchinetta automatica a norma di legge. Per questo chiediamo il massimo impegno alla Giunta per trovare una soluzione».
Infine anche Giuseppe Manzitti, del coordinamento provinciale Fdi-An, attacca: «Il cinismo dell’amministrazione è sintomatico del distacco verso la cittadinanza a favore invece degli interessi delle solite aziende». Se le opposizioni fanno fronte comune, su Facebook il caso di Fabbi spacca in due l’opinione pubblica reggiana. Fra chi lo sostiene a spada tratta e chi dice al contrario che è giusto mandarlo via da lì. «Sfrattato non mi pare il termine adeguato – scrive Alex Begliardi – almeno non mi sembra che sia rimasto senza casa o pensione, se non ho letto male, è giusto che anche lui vada in pensione e si faccia gestire il parcheggio (che non è di sua proprietà mi per di aver capito) a chi è in grado di farlo in maniera più produttiva per la collettività».
Di parere opposto invece Pasquale Saggese: «Che vergogna, tra l’altro è una persona molto simpatica. Per lui era pure una distrazione dai guai. Mi dispiace molto. Cacciate tutta quella gentaglia che spaccia invece di gente che lavora».
Le parole più dure sono quelle di Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia: «Non accettiamo che si danneggi ancora la nostra città sottraendo autorizzazioni a figure storiche che da una vita hanno rappresentato anche la capacità di Reggio Emilia di collocare al lavoro persone sfortunate per le disabilità che le hanno colpite dalla nascita».
A stretto giro è arrivata anche la stoccata della Lega Nord che, tramite il segretario nazionale Lega Emilia Gianluca Vinci, scrive che «è solo l’ennesima dimostrazione dell’inefficienza e della mentalità dannosa dei vertici del nostro Comune che prediligono l’accoglienza per quel migliaio di cittadini africani che vivono a Reggio a nostre spese». Rimarcano invece sullo slogan di “città delle persone” Ivan Cantamessi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, e la consigliera pentastellata Paola Soragni: «La sua vita, in quella che la Giunta chiama “la Città delle Persone”, non andrebbe cancellata per 30 strisce blu e una macchinetta automatica a norma di legge. Per questo chiediamo il massimo impegno alla Giunta per trovare una soluzione».
Infine anche Giuseppe Manzitti, del coordinamento provinciale Fdi-An, attacca: «Il cinismo dell’amministrazione è sintomatico del distacco verso la cittadinanza a favore invece degli interessi delle solite aziende». Se le opposizioni fanno fronte comune, su Facebook il caso di Fabbi spacca in due l’opinione pubblica reggiana. Fra chi lo sostiene a spada tratta e chi dice al contrario che è giusto mandarlo via da lì. «Sfrattato non mi pare il termine adeguato – scrive Alex Begliardi – almeno non mi sembra che sia rimasto senza casa o pensione, se non ho letto male, è giusto che anche lui vada in pensione e si faccia gestire il parcheggio (che non è di sua proprietà mi per di aver capito) a chi è in grado di farlo in maniera più produttiva per la collettività».
Di parere opposto invece Pasquale Saggese: «Che vergogna, tra l’altro è una persona molto simpatica. Per lui era pure una distrazione dai guai. Mi dispiace molto. Cacciate tutta quella gentaglia che spaccia invece di gente che lavora».
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