«Troppe prostitute in strada a Ospizio, meglio le case chiuse»
Iannucelli del comitato Reggio Civitas chiede una svolta: «I 40 cartelli affissi sono un monito anche contro il racket»
REGGIO EMILIA. Ha affisso quaranta cartelli contro gli uomini che vanno con le prostitute a pochi passi dalle abitazioni e dal centro di Reggio. Lo ha fatto con gli altri residenti di Reggio Civitas, il comitato di cittadini che da anni ormai combatte il degrado in città e in stazione.
«La prostituzione nigeriana sta dilagando in città e nessuno sembra volerla fermare a dovere» ribadisce ora Valentina Iannucelli di Reggio Civitas, che non ha dubbi sulla preferenza delle case chiuse piuttosto che della prostituzione in casa: «Sono favorevolissima alle case chiuse – dice –, si assesterebbe un duro colpo alla tratta delle schiave che vivono e lavorano ora a Reggio Emilia».
L’iniziativa dei cartelli, aveva affermato nei giorni scorsi il comitato, «si pone quale stimolo, rivolto alle forze di polizia, principalmente questura e carabinieri, ad auspicabili controlli per contrastare la tratta delle schiave da parte delle organizzazioni malavitose radicate nel nostro territorio».
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Iannucelli, perché tutti quei cartelli a Ospizio?
«Sono 40 cartelli appesi a due a due per ogni palo o albero che c’è tra via Viani a via del Partigiano. La nostra intenzione è semplice: vogliamo sensibilizzare la gente sul tema della prostituzione perché è in espansione. Le prostitute stanno aumentando e dietro c’è un racket incredibile».
Più che una sensibilizzazione sembra una provocazione diretta a forze dell’ordine e clienti o no?
«Quel cartello l’ho fatto io e serve appunto a sensibilizzare anche il cliente. Dietro a quelle prostitute in strada c’è sfruttamento. Perché è di questo che si parla. Ci sono delle donne sfruttate in città sotto gli occhi di tutti».
La prostituzione in zona stazione è una costante o no?
«Le prostitute non sono mai andate via. Il problema è che si stanno diffondendo a macchia d’olio, ci ritroveremo con numeri sempre più grandi. Si stanno allargando appunto nelle strade di Ospizio. Nella zona tra via Turri verso il cavalcavia ci sono solo cinesi, con le quali si fanno avanti spesso molti anziani. Loro i clienti li portano dalla strada negli appartamenti di via Turri e via Paradisi. Sarebbe interessante monitorare questi spostamenti ma noi speriamo che lo stiano facendo le forze dell’ordine. Poi ci sono le ragazze nigeriane che sono aumentate».
Altra provocazione: sareste favorevoli ad avere le case chiuse in stazione o vicino a casa al posto della prostituzione in strada?
«Io sarei favorevolissima. Sarebbe meraviglioso. Sarebbe la soluzione, l’unica soluzione a mio avviso. Scomparirebbe la tratta delle schiave e ci sarebbero finalmente dei controlli effettivi: sanitari, legali, fiscali. Se una prostituta vuole esercitare in casa nessuno glielo può impedire. Ma noi siamo contro il racket e lo sfruttamento. Poi devo dire che anche all’estero le case chiuse funzionano e non sono mai in zone residenziali».
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