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«Adesso non faccio pagare E lunedì tornerò a vedere»

di Gabriele Farina
«Adesso non faccio pagare E lunedì tornerò a vedere»

Franco Fabbi non si rassegna a mollare il parcheggio da lui custodito per 45 anni «Da qui ho visto crescere tanti reggiani. Molti si sono proposti di aiutarmi»

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REGGIO EMILIA. «Per ripicca non faccio più pagare e lunedì tornerò a vedere cosa faranno del parcheggio». Franco Fabbi non intende mollare il parcheggio di via Samarotto. Sa che dovrà farlo, dopo quasi mezzo secolo. Da lunedì l’area passerà in gestione a Tea, consorzio controllato al 90% dalla società a responsabilità limitata Til. Tea ha vinto il bando, pubblicato dopo che il Comune non ha rinnovato la concessione a Fabbi, 79 anni, di cui oltre la metà (ben 45) vissuti in quel triangolo tra via Samarotto e viale Monte San Michele. Per i clienti, Fabbi è ben più di un custode, figura sempre più rara nella città del Tricolore. Lo considerano un punto di riferimento, se non un amico. Basta trascorrere una decina di minuti di un venerdì pomeriggio per accorgersene. Franco (come lo chiamano affettuosamente tutti) arriva verso le 15.20, venti minuti più tardi del solito. Si piazza davanti all’ingresso della casetta in cui gestisce il parcheggio, il suo ufficio, con la sedia a rotelle con cui è costretto a muoversi. Fabbi parla lentamente, a volte quasi a fatica, ma gli occhi gli guizzano vivaci quando ricorda i tempi che stanno andando via, transitando davanti all’orizzonte del suo sguardo.

Uno sguardo che continua a incrociare gli occhi delle persone che arrivano e lo salutano in modo diverso dal solito. Qualcuno si dice incredulo della notizia. Qualcun altro gli lascia la macchina con le chiavi ancora inserite perché tanto sa che Fabbi e la sua squadra sono lì a sorvegliare, seppur per il penultimo giorno. Depositano la quota per il parcheggio nel borsellino di Fabbi, poi vanno via. «Ho visto crescere tante persone – garantisce Fabbi – che venivano da quando erano bambini e ora sono papà o mamme, se non nonni e nonne».

Se i clienti torneranno, in un futuro non lontano, troveranno strisce blu e macchinette automatiche. Il parchimetro darà una franchigia gratuita per 15 minuti, poi scatterà il meccanismo del pagamento secondo la tariffa di un euro all’ora. È finito il tempo della concessione a Fabbi, rilasciata per la prima volta all’inizio degli anni Settanta. L’ultimo rinnovo sul lungo periodo è scaduto lo scorso dicembre. Da allora, come spiegato dal Comune, la proroga è stata ridotta a sei mesi, a cui se ne sono poi aggiunti altri due. Invano il custode ha chiesto di avere più tempo per abituarsi all’idea di andare in pensione. Dal municipio confermano di essersi attivati per trovare un nuovo percorso che lo riguardi. Lo hanno spiegato l’assessore alle Infrastrutture Mirko Tutino e il comandante della Polizia Municipale Stefano Poma. Secondo loro «potrà essere positivo anche per lui se amici e conoscenti lo supporteranno e ci aiuteranno nel costruire per lui un’alternativa non connessa alla gestione di quel parcheggio, consentendo a quell’area di essere gestita in piena legalità e trasparenza».

Frasi che Fabbi vede con scetticismo. «Tanti vogliono aiutarmi – spiega il custode – e non vogliono che molli il parcheggio. Dove devo andare? Due mesi fa alcuni tecnici sono venuti ad aggiustare un pezzo di asfalto e non mi hanno detto niente. L’ho dovuto sapere dal vostro giornale».

La notizia è apparsa sulla Gazzetta di Reggio il 27 luglio e allora il Comune informò di aver inviato una notifica al proprietario. «La vicenda fa riflettere e inorridire», tuona invece il consigliere di Alleanza Civica Cinzia Rubertelli.

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