FAREMO LA NOSTRA PARTE
dalla prima
Da dove deriva questa unicità? Dalla solidità che ha Til grazie alla sosta. Pochi reggiani sanno che ogni centesimo che versano per gli odiosi stalli blu finanzia in realtà la qualità degli scuolabus....
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Da dove deriva questa unicità? Dalla solidità che ha Til grazie alla sosta. Pochi reggiani sanno che ogni centesimo che versano per gli odiosi stalli blu finanzia in realtà la qualità degli scuolabus. Possiamo dire cosa viene incassato da ogni parchimetro e quali investimenti sono stati fatti sui servizi. È trasparenza. E tanti – anche dopo aver letto la versione di Fabbi sulla Gazzetta – hanno rimarcato che al Comune manca la pietà perché vuole far cassa, al punto da generare un problema a una persona disabile. Senza entrare nel merito dell’argomento, basterebbe parlare qualche minuto col suo amministratore – persona di buon senso e conscia dei limiti che vive il signor Fabbi – per capire che chi lo incita a rimanere in quel parcheggio non sta facendo il suo bene.
Nessuno si è svegliato una mattina. Semplicemente la condizione che per anni ha legittimato una proroga, è venuta meno. Sono stati dati otto mesi perché si potesse gradualmente arrivare a una soluzione. Già nel 2015 venne chiarito che di tempo non ce ne sarebbe stato molto. Credo che chi ha consigliato Franco Fabbi perché proseguisse quella gestione nonostante l’età, la pensione e le sue condizioni di salute, potesse fare di più perché non arrivasse ad oggi in questo stato d’animo.
L’annotazione nel nostro comunicato nasce esclusivamente dalla volontà di fornire ai reggiani un quadro d’insieme su come viene gestita la sosta.
Spero che così stoni un po’ meno. Anche perché nessuno mette in dubbio questo servizio e non c’è dubbio che continuerà ad esistere qualsiasi sia il destino di via Campo Samarotto. Ma se ci siamo arrivati, è perché di vie Samarotto, in termini di cambio delle abitudini, ce ne sono state tante altre.
La vita e le possibilità che potrà avere Franco non sono e non devono essere legate ad un parcheggio ed il comune farà la sua parte.
Mirko Tutino
Nessuno si è svegliato una mattina. Semplicemente la condizione che per anni ha legittimato una proroga, è venuta meno. Sono stati dati otto mesi perché si potesse gradualmente arrivare a una soluzione. Già nel 2015 venne chiarito che di tempo non ce ne sarebbe stato molto. Credo che chi ha consigliato Franco Fabbi perché proseguisse quella gestione nonostante l’età, la pensione e le sue condizioni di salute, potesse fare di più perché non arrivasse ad oggi in questo stato d’animo.
L’annotazione nel nostro comunicato nasce esclusivamente dalla volontà di fornire ai reggiani un quadro d’insieme su come viene gestita la sosta.
Spero che così stoni un po’ meno. Anche perché nessuno mette in dubbio questo servizio e non c’è dubbio che continuerà ad esistere qualsiasi sia il destino di via Campo Samarotto. Ma se ci siamo arrivati, è perché di vie Samarotto, in termini di cambio delle abitudini, ce ne sono state tante altre.
La vita e le possibilità che potrà avere Franco non sono e non devono essere legate ad un parcheggio ed il comune farà la sua parte.
Mirko Tutino
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