Il giudice annulla sei multe per viaggi in bus mai fatti
Rubiera: una ragazza di 23 anni si è vista recapitare sanzioni per mille euro «C’è chi fornisce false generalità. Dai verbali emerge che la firma non è mia»
RUBIERA. Sui mezzi pubblici c’è chi, trovato senza biglietto, fornisce false generalità per non pagare la multa. Tante le segnalazioni via social, e non solo a Reggio Emilia ma anche a Modena e Parma.
La 23enne Greta di Rubiera (ci chiede di omettere il cognome) ne sa qualcosa, così come le aziende di trasporto pubblico, che si stanno attrezzando per smascherare chi fornisce geralità false: un reato penale punito con la galera da uno a cinque anni, e tutto per non pagare un biglietto da 1,5 euro.
Greta racconta la sua odissea: sei multe, per viaggi (mai fatti) a Modena, per un totale di oltre 1.000 euro, poi annullate dal giudice di pace. Nei giorni scorsi un modenese ha ricevuto 19 multe per un totale di 4.500 euro. Greta dice di non essere mai salita sugli autobus e di avere individuato chi usava clandestinamente il suo nome, anche se non ha le prove.
«Nel marzo scorso – spiega la ragazza – ricevo un atto giudiziale per 264 euro, relativo a una multa in autobus del 2012. Mi è subito parso strano perché in quel tempo per andare a scuola a Reggio da Rubiera mi spostavo in treno, e dal settembre di quell’anno in auto, avendo preso la patente. Grazie a un amico avvocato abbiamo ripercorso la trafila rivolgendoci a Seta, che mi ha fatto firmare un modulo per avere il verbale della multa da cui ho visto che la firma non era mia, e dei miei dati era sbagliato l’indirizzo».
Da lì il ricorso al giudice di pace. «Al primo incontro dal giudice un delegato di Seta mi ha detto che l’azienda è piena di questi casi, e io penso che ci sia qualcosa da cambiare. A me è andata bene perché ho un amico avvocato, ma questi sono disagi difficili da sopportare, visto che se avessi fatto una denuncia contro ignoti i tempi si sarebbero allungati molto. Pochi giorni fa ho avuto un’altra notifica per un viaggio in bus a Parma dove opera un’altra azienda di trasporto pubblico: ho chiamato e dicono di avere annullato tutto. Certo è una bella scocciatura, ma almeno ricordo che a Modena si poteva, anni fa, salire solo dalla porta anteriore del bus e veniva controllato che tutti timbrassero ticket o abbonamento».
Spiega il presidente di Seta Vanni Bulgarelli: «Declinare false generalità durante i controlli a bordo dei bus non può essere ridotto ad uno scherzo di pessimo gusto. È un reato penale che danneggia sia la persona ingiustamente accusata di un illecito che invece non ha commesso, sia le aziende di trasporto pubblico. E’ necessario che gli utenti collaborino con Seta nel lavoro di “bonifica” di tali comportamenti, sporgendo denuncia e dandocene notizia. Esiste già uno strumento di tutela degli utenti: a fronte di una denuncia, è possibile chiedere di acquisire le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza presenti su tutti i mezzi urbani di Modena».
Stefano Luppi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
