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Italia-Israele, a Reggio Emilia le prime “mosse” degli agenti del Mossad

di Tiziano Soresina
Italia-Israele, a Reggio Emilia le prime “mosse” degli agenti del Mossad

Rischio attentati: già operativa in città l’intelligence israeliana. Accessi allo stadio bloccati con i “panettoni” di cemento

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REGGIO EMILIA. È da anni che va avanti così: quando scende in campo Israele l’avvicinarsi all’evento calcistico e lo stadio che ospita la partita diventano qualcosa di molto diverso dal solito.

Non fa certo eccezione il match di qualificazione ai Mondiali 2018 che martedì a Reggio – allo stadio “Città del Tricolore” – metterà di fronte gli azzurri alla selezione israeliana. La parola d’ordine è, quindi, mettere in rete le adeguate misure di sicurezza e proteggere i calciatori israeliani dal dissenso filopalestinese che non viene mai sottovalutato da chi deve vigilare sulla manifestazione sportiva.

E per organizzare nel miglior modo possibile questo lavoro protettivo nei confronti della squadra di Tel Aviv, si stanno già muovendo nella nostra città gli uomini dl Mossad (l’intelligence israeliana), come confermato da fonti investigative qualificate.

Una prassi normale, gli stessi calciatori di Israele sono abituati ad essere degli osservati speciali, seguiti a vista. Come da copione, il servizio di sicurezza del Mossad vuole garantire che vi siano rischi zero per la propria nazionale, con controlli rigidissimi, tali da frapporre mille cautele fra i calciatori e l’ambiente in cui dovranno muoversi (nel caso specifico quello reggiano).

Come sempre il pericolo da contrastare è quello degli attentati e una presenza importante dell’intelligence israeliana è facilmente prevedibile martedì sera allo stadio. Per capirci, nel marzo 2016 la sfida Under 19 fra Italia e Israele aveva trasformato lo stadio di Padova in una sorta di bunker: cecchini e agenti del Mossad sulle tribune, mitra in braccio pronti all’uso in caso di disordini. In arrivo, quindi, una partita di calcio che è un potenziale bersaglio da sorvegliare.

In prefettura sono già state due le riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicate all’evento.

Summit a cui hanno preso parte i rappresentanti delle forze dell’Ordine, dell’Ausl, degli enti locali, nonché i responsabili delle principali attività commerciali che sorgono attorno allo stadio, ovvero il Centro commerciale “I Petali”, il centro fitness “Virgin Active” e la multisala “Uci Cinemas”. Predisposto un piano sanitario d’emergenza (lo stesso che viene messo in piedi per i grandi eventi), inoltre è stato deciso il potenziamento dei controlli e dei presidi armati attorno allo stadio. E proprio attorno allo stadio si è deciso di utilizzare quei “panettoni” di cemento che di solito delimitano le aree pedonali e bloccano così l’accesso a auto o furgoni.

Tutto ciò in linea con le direttive ministeriali giunte dopo gli attentati spagnoli: la manifestazione sportiva verrà, quindi, protetta da improvvise incursioni di veicoli pesanti, cioè il modello di attacco jihadista più utilizzato nella storia recente in Europa, con i tragici esiti che ben conosciamo.

Sempre sul versante del cordone-sicurezza, arriveranno non pochi rinforzi a Reggio, come già avvenuto per altre partite a rischio (per esempio, nell’agosto dell’anno scorso per il match Sassuolo-Stella Rossa Belgrado, vennero impiegati per 24 ore ben 400 fra poliziotti e carabinieri, oltre a 180 agenti di polizia municipale). Un “muro” fatto di personale addestrato che permetterà le migliori strategie, con particolare attenzione agli accessi allo stadio in cui i controlli saranno rigorosissimi.

Non verrà trascurato nemmeno un altro spetto “politico” che può legarsi all’evento calcistico, cioè l’eventuale contrapposizione della rete pro Palestina (legati alla sinistra) e di gruppi di estrema destra da sempre filoisraeliani.
 

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