Lacrime e abbracci all’addio a “Catto”
di Ambra Prati
Folla al funerale del 56enne morto in Sardegna. Vessillo Avis, la maglia dei ragazzi che allenava e la musica di Alan Sorrenti
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QUATTRO CASTELLA. «La nostra vita è come sull’altalena/ un giorno gioia infinita/ appena dopo è solo pena/ ma se la tieni in movimento / è anche tanto ma tanto divertimento». Questo “cattopensiero” – le ironiche pillole di saggezza, spesso in rima, che dispensava ad amici e conoscenti –, rappresentativo del suo carattere e della sua voglia di vivere, è stato riportato dietro al ricordino di Daniele Cattini. Il rappresentante di commercio di 56 anni era morto dieci giorni fa (giovedì 24 agosto) in Sardegna, nel nuorese, in un incidente stradale mentre, in scooter con la moglie, si recava al porto di Olbia per prendere il traghetto e tornare a casa, nell’ultimo giorno di vacanza.
Ieri pomeriggio, al suo funerale, era presente l’intera frazione di Montecavolo: almeno duemila persone. L’ampia chiesa non è riuscita a contenere il fiume di gente, rimasta parte sul sagrato e parte in piedi in mezzo alle due file di panche. Il feretro, coperto da rose rosse, riportava una sua fotografia sorridente, accanto ad una maglietta nera dei suoi ragazzi della pallavolo (allenava la squadra maschile under 20 dell’associazione Terre Matildiche): i giocatori, in prima fila con la maglietta blu, hanno formato una “catena” di mani durante la preghiera del Padre Nostro, mentre le ragazze della stessa società erano più indietro, in maglietta bianca e azzurra. A fianco del pulpito il vessillo dell’Avis “Dottor Sergio Bonvicini”, della quale Cattini era donatore di sangue: il gonfalone era listato a lutto, con un nastro nero. A fianco del feretro la moglie Luciana, 54 anni, rimasta ferita nell’incidente ed accompagnata dall’ambulanza della Croce rossa di Quattro Castella: in carrozzella, con il braccio sinistro ingessato ed ecchimosi sul volto, la moglie è stata sempre a fianco della bara, piangendo disperata vicino al figlio Denis. E lei, prima e dopo la cerimonia, è stata meta di una vera e propria processione di persone, che hanno voluto abbracciarla e porgerle le condoglianze: tra gli altri anche l’assessore allo Sport Danilo Morini, presente in fascia tricolore a nome dell’amministrazione comunale. «Grazie a tutti», ha detto Luciana con un filo di voce.
Nell’omelia il parroco, don Pierluigi Ghirelli, ha sottolineato come la morte «ci ammutolisce, ci lascia senza parole – ha detto –. Purtroppo nella vita accadono tante cose inattese, ma Gesù ci offre la speranza. Daniele era un uomo attivissimo, capace di trasmettere passione, impegno e anche gioia. Preghiamo per loro affinché i familiari ricordino Daniele nella pace e nella serenità, non nella disperazione: che Gesù conce loro forza e coraggio». Dopo la lettura di alcuni messaggi, il fiume di partecipanti si è riversato nel cortile dell’oratorio, dove c’è stato un momento di raccoglimento e dove un nastro registrato ha suonato una delle sue canzoni preferite, “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti. Al termine, un lungo applauso liberatorio. La salma ha proseguito per Coviolo, dove sarà cremata.
Ambra Prati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ieri pomeriggio, al suo funerale, era presente l’intera frazione di Montecavolo: almeno duemila persone. L’ampia chiesa non è riuscita a contenere il fiume di gente, rimasta parte sul sagrato e parte in piedi in mezzo alle due file di panche. Il feretro, coperto da rose rosse, riportava una sua fotografia sorridente, accanto ad una maglietta nera dei suoi ragazzi della pallavolo (allenava la squadra maschile under 20 dell’associazione Terre Matildiche): i giocatori, in prima fila con la maglietta blu, hanno formato una “catena” di mani durante la preghiera del Padre Nostro, mentre le ragazze della stessa società erano più indietro, in maglietta bianca e azzurra. A fianco del pulpito il vessillo dell’Avis “Dottor Sergio Bonvicini”, della quale Cattini era donatore di sangue: il gonfalone era listato a lutto, con un nastro nero. A fianco del feretro la moglie Luciana, 54 anni, rimasta ferita nell’incidente ed accompagnata dall’ambulanza della Croce rossa di Quattro Castella: in carrozzella, con il braccio sinistro ingessato ed ecchimosi sul volto, la moglie è stata sempre a fianco della bara, piangendo disperata vicino al figlio Denis. E lei, prima e dopo la cerimonia, è stata meta di una vera e propria processione di persone, che hanno voluto abbracciarla e porgerle le condoglianze: tra gli altri anche l’assessore allo Sport Danilo Morini, presente in fascia tricolore a nome dell’amministrazione comunale. «Grazie a tutti», ha detto Luciana con un filo di voce.
Nell’omelia il parroco, don Pierluigi Ghirelli, ha sottolineato come la morte «ci ammutolisce, ci lascia senza parole – ha detto –. Purtroppo nella vita accadono tante cose inattese, ma Gesù ci offre la speranza. Daniele era un uomo attivissimo, capace di trasmettere passione, impegno e anche gioia. Preghiamo per loro affinché i familiari ricordino Daniele nella pace e nella serenità, non nella disperazione: che Gesù conce loro forza e coraggio». Dopo la lettura di alcuni messaggi, il fiume di partecipanti si è riversato nel cortile dell’oratorio, dove c’è stato un momento di raccoglimento e dove un nastro registrato ha suonato una delle sue canzoni preferite, “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti. Al termine, un lungo applauso liberatorio. La salma ha proseguito per Coviolo, dove sarà cremata.
Ambra Prati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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