Gazzetta di Reggio

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«Caldo e siccità, la caccia andava sospesa»

Enrico Ottolini, responsabile regionale Wwf: «Invece, la Regione ha dato il via libera anticipato»

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VENTASSO. No alle preaperture della caccia, e una attenzione particolare a un’annata che ha registrato un clima straordinario.

Anche se le ultime ore hanno visto le prime piogge consistenti dopo una estate lunga e torrida, a porre il tema è il Wwf Emilia Romagna, per voce del delegato regionale Enrico Ottolini, che mette in evidenza le condizioni della fauna dopo questi mesi di siccità: «Dopo un’estate eccezionale per caldo, siccità e incendi – afferma Ottolini – le Regioni italiane, senza che il ministero dell’Ambiente intervenga, danno il via libera come se nulla fosse successo ai cacciatori, per completare la mattanza della fauna selvatica, messa a durissima prova dal caos climatico e dai ladri di natura che hanno dato alle fiamme ampie zone dell’Italia, prendendo di mira in particolare le aree protette, che dovrebbero essere zone sicure per gli animali».

Anche sull’Appennino reggiano le ultime settimane hanno visto diversi incendi, in particolare nella fascia collinare. «L’apertura della stagione venatoria – prosegue il responsabile del Wwf – è fissata per il 17 settembre, ma 18 Regioni, tranne Abruzzo e Liguria, hanno chiesto addirittura la preapertura della caccia, come se non fossimo in stato di emergenza. Non si registra alcun intervento di limitazione dell’attività venatoria, ignorando anche il parere dell’Ispra. Secondo noi – aggiunge Ottolini – l’unica decisione ragionevole sarebbe stata quella di sospendere l’avvio della stagione venatoria, rinviando l’apertura della caccia di almeno un mese. È singolare che il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti non abbia ancora speso una parola di appoggio e condivisione del duro parere reso dall’Ispra, istituto posto sotto il controllo dello stesso ministero, che ha chiesto in una lettera inviata alle Regioni di adottare provvedimenti per limitare l’attività venatoria proprio a causa degli incendi e della siccità che hanno colpito ampie zone del Paese. Anche la Regione Emilia-Romagna ha deciso purtroppo, per un comportamento irresponsabile, di non modificare i calendari venatori».

«Quella stessa Regione –sottolinea Ottolini – che ha chiesto per tempo lo stato di calamità per la grande siccità di questa estate ritiene che la stessa siccità non sia un buon motivo per togliere ai cacciatori il loro passatempo preferito. Ecco perché da ieri, in un territorio stremato da mesi senza pioggia e con temperature elevatissime, senza precedenti, hanno ricominciato a cantare le doppiette. La strage “sportiva” – conclude con amarezza il responsabile regionale del Wwf – non si può fermare, nemmeno nelle condizioni più estreme». (l.t.)

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