Droga a chili, al setaccio pc e telefonini
Aperto un nuovo fascicolo. Affidata a un esperto la ricerca di nomi e contatti. Nel mirino fornitori, clienti e aree di spaccio
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GUASTALLA-GUALTIERI. Aperto in procura un secondo fascicolo sul maxi traffico di stupefacenti (intercettati nel complesso ben 12 chili fra cocaina, hascisc e marijuana) – con tanto di ritrovamento di una montagna di soldi – che nel novembre scorso ha scosso non poco la Bassa e messo nei guai sei persone, con il parrucchiere gualtierese 60enne Rudy Mora subito individuato dagli inquirenti come l’uomo-chiave di questa clamorosa vicenda di spaccio di droga.
Ora il pm Stefania Pigozzi – che coordina le indagini dei carabinieri di Parma, Guastalla e Gualtieri – intende effettuare degli accertamenti tecnici su telefonini e computer sequestrati ai fratelli Rudy e Marco Mora (sono entrambi difesi dall’avvocato Noris Bucchi). Sarà quindi un esperto a passare al setaccio cellulari e pc, con l’obiettivo dichiarato di trovare le “tracce” non solo di chi riforniva tutta quella droga (si sospetta un’organizzazione ben strutturata), ma anche di chi la comprava (probabilmente con sistematicità) per comprendere quale fosse l’estensione territoriale dell’attività illecita.
In gergo giudiziario si tratterà di un “accertamento tecnico irripetibile”, dagli sviluppi ancora piuttosto imprevedibili e che potrebbero far “tremare” non poche persone. A parte qualche ammissione di responsabilità, i coinvolti in questa storia – specie il parrucchiere Rudy, in carcere da quasi un anno – non vanno. Un mutismo con chi indaga che ha spinto il pm Pigozzi verso un ulteriore approfondimento investigativo.
Nel primo blitz dell'autunno scorso venne scoperto un quantitativo non indifferente di banconote addirittura sepolte sotto terra, ma alla fine dello scavo recuperate dai carabinieri. Però non ci sono solo migliaia di euro intrisi di terra, ma anche fior di mazzette accuratamente suddivise e nascoste in vari posti ritenuti sicuri, invece a più riprese individuati dai militari. Denaro che successivamente è spuntato anche dall'auto di Mora messa sotto sequestro fin dal giorno dell'arresto: si tratta di circa duemila euro.
Al tirar delle somme, un'importante disponibilità di contanti (sui 700mila euro) da parte del parrucchiere che, al momento, non avrebbe una spiegazione certa.
Perché tenere nascosti tutti quei soldi (sono stati trovati a Gualtieri pure altri 135mila euro in un garage in uso a Mora), visto che solitamente chi opera nell'ambiente del traffico di stupefacenti ha poi mille maniere per riciclare in fretta il denaro incassato? (t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ora il pm Stefania Pigozzi – che coordina le indagini dei carabinieri di Parma, Guastalla e Gualtieri – intende effettuare degli accertamenti tecnici su telefonini e computer sequestrati ai fratelli Rudy e Marco Mora (sono entrambi difesi dall’avvocato Noris Bucchi). Sarà quindi un esperto a passare al setaccio cellulari e pc, con l’obiettivo dichiarato di trovare le “tracce” non solo di chi riforniva tutta quella droga (si sospetta un’organizzazione ben strutturata), ma anche di chi la comprava (probabilmente con sistematicità) per comprendere quale fosse l’estensione territoriale dell’attività illecita.
In gergo giudiziario si tratterà di un “accertamento tecnico irripetibile”, dagli sviluppi ancora piuttosto imprevedibili e che potrebbero far “tremare” non poche persone. A parte qualche ammissione di responsabilità, i coinvolti in questa storia – specie il parrucchiere Rudy, in carcere da quasi un anno – non vanno. Un mutismo con chi indaga che ha spinto il pm Pigozzi verso un ulteriore approfondimento investigativo.
Nel primo blitz dell'autunno scorso venne scoperto un quantitativo non indifferente di banconote addirittura sepolte sotto terra, ma alla fine dello scavo recuperate dai carabinieri. Però non ci sono solo migliaia di euro intrisi di terra, ma anche fior di mazzette accuratamente suddivise e nascoste in vari posti ritenuti sicuri, invece a più riprese individuati dai militari. Denaro che successivamente è spuntato anche dall'auto di Mora messa sotto sequestro fin dal giorno dell'arresto: si tratta di circa duemila euro.
Al tirar delle somme, un'importante disponibilità di contanti (sui 700mila euro) da parte del parrucchiere che, al momento, non avrebbe una spiegazione certa.
Perché tenere nascosti tutti quei soldi (sono stati trovati a Gualtieri pure altri 135mila euro in un garage in uso a Mora), visto che solitamente chi opera nell'ambiente del traffico di stupefacenti ha poi mille maniere per riciclare in fretta il denaro incassato? (t.s.)
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