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«Mia sorella minacciata da stranieri»

di Ambra Prati
«Mia sorella minacciata da stranieri»

Bagnolo, una 14enne con il fidanzato in un parco spaventata da una bottiglia rotta. Sul caso indagano i carabinieri

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BAGNOLO IN PIANO. Una coppietta di minorenni appartata nel parco Europa si è sentita minacciata dalla rottura di una bottiglia da parte di due giovani di colore. Una circostanza smentita dal sindaco Paola Casali, che parla di un episodio di «paura reciproca».

A denunciare il fatto è la famiglia della minorenne coinvolta. La ventiduenne spiega: «Venerdì sera verso le 23.30 mia sorella di 14 anni si trovava al parco Europa assieme al fidanzato di 15 anni. Erano seduti su una delle ultime panchine del parco, a quell’ora deserto. Ad un certo punto sono stati avvicinati da due giovani di colore che parlavano in inglese: hanno pronunciato frasi incomprensibili, poi hanno spaccato una bottiglia di vetro per terra e mia sorella è fuggita, trovando riparo nelle vicine giostre della fiera, dove c’era gente». Sono stati chiamati i carabinieri, per segnalare l’accaduto. Secondo la ragazza, i due erano malintenzionati. «Mia sorella si è spaventata molto. Secondo noi si trattava di due profughi». Chiediamo come fa a stabilirlo. «Il paese è piccolo, le famiglie di immigrati stabili qui le conosciamo, mentre gli estranei si identificano. A nostro avviso facevano parte del profughi che si trovano all’hotel. Ce ne sono 80».

Una certezza non supportata da elementi. «Noi abbiamo fatto la segnalazione. Non è partita la denuncia perché non c’è modo di risalire ai responsabili. Però vogliamo che questa storia sia resa pubblica affinché si sappia: se prima Bagnolo era un paese tranquillo, ora le ragazzine devono state attente, specie di notte nei luoghi bui. Speriamo solo che ci siano più controlli».

La mamma di un coetaneo che quella sera si trovava alle giostre, sui social ha confermato: «I ragazzini hanno visto arrivare una loro amica in lacrime e sotto choc».

Fornisce una versione diversa, e una lettura dubbiosa dell’accaduto, il sindaco Paola Casali. «Io non c’ero. Mi hanno riferito i carabinieri, che mi hanno tranquillizzato. Da quanto ha accertato il maresciallo Cafeo, mi pare che si sia trattato di un episodio di paura reciproca: qualcuno ha sentito un rumore di cocci di bottiglia e sono scappati sia la coppia che i due stranieri. I due gruppi non si sono nemmeno toccati. Molto rumore per nulla. Con tutto il rispetto per chi si è spaventato, stiamo all’oggettività dei fatti e non diamo corda alla diffidenza a priori. Credo che purtroppo sia il frutto del clima di paura verso i rifugiati. Non consentiamo che parli la pancia».

A tal proposito, il sindaco precisa che «si ingigantisce il numero dei profughi: nell’hotel Le Rotte ora sono 36, negli appartamenti di San Tommaso e di un altro quartiere ce ne sono 9 e 7. In tutto sono 56: ricevo il report aggiornato delle presenze ogni lunedì dalla Dimora d’Abramo.

Per loro organizziamo corsi di italiano e lavori socialmente utili con l’Auser, che li apprezzano molto».

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