Englaro a Reggio «Sull’eutanasia l’Italia non è pronta»
REGGIO EMILIA. Il Paese e il Parlamento italiano sono pronti per una legge sul testamento biologico, ma non per l’eutanasia. Sabato sera a Festareggio si è discusso di fine vita in un incontro...
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REGGIO EMILIA. Il Paese e il Parlamento italiano sono pronti per una legge sul testamento biologico, ma non per l’eutanasia. Sabato sera a Festareggio si è discusso di fine vita in un incontro organizzato in collaborazione con Iniziativa laica. Sul palco la parlamentare Donata Lenzi, Beppino Englaro e Roberto Fontanili, collaboratore della Gazzetta. Introdotta da Bruna Lolli di Iniziativa Laica, che ha posto l’accento sulla necessità dell’approvazione di una norma sul fine vita, Donata Lenzi ha sottolineato l’importanza del consenso informato. «Quando non siamo più capaci di intendere e di volere, la volontà del singolo conta ancora? Con la previsione del cosiddetto testamento biologico, possiamo scegliere chi potrà decidere al posto nostro. La discussione sulla normativa non ha toccato il tema dell’eutanasia, che nel nostro ordinamento continua ad essere un reato». La legge è stata approvata dalla Camera, la legislatura è ormai agli sgoccioli. Ha concluso l’onorevole: «Al Senato la maggioranza sulla carta c’è ed è anche più ampia del previsto. Infatti c’è un sistema che prevede facilmente il ricorso ad emendamenti ed ostruzionismo. Ci deve essere una spinta dal basso per fare smuovere le acque». Papà Englaro ha brevemente ripercorso la vicenda legale della figlia Eluana, rimasta a lungo in coma a causa di un incidente. «Mia figlia aveva le idee chiare su quello che avrebbe voluto fare in caso di problemi di salute. Le condizioni di vita createsi per lei erano peggiori della morte, pur essendo state offerte le migliori cure. Vennero sollevate questioni di attribuzione tra il Parlamento e la magistratura, tra la Regione Lombardia ed i giudici, considerate poi inammissibili. Alla luce di quanto accaduto, è fondamentale che le persone possano disporre della propria salute fino a quando siano capaci di intendere e di volere».
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