A don Giordano il benvenuto e... una bicicletta nuova
di Vittorio Ariosi
Novellara: nella chiesa gremita pure sikh, musulmani e indù per il saluto al nuovo parroco. Presenti Prodi e la moglie
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NOVELLARA. In una chiesa parrocchiale gremita, ha fatto solennemente il suo ingresso a Novellara, nella sua nuova parrocchia, don Giordano Goccini.
È uno dei 16 parroci recentemente destinati a nuovo incarico dal vescovo di Reggio e Guastalla, Massimo Camisasca, ed è alla prima esperienza da parroco.
Alle 18 don Goccini è stato accolto sul sagrato della chiesa dalla sindaca Elena Carletti. Con lei e il vicario generale monsignor Alberto Nicelli, ha percorso la corsia centrale del tempio, fra due ali di fedeli assiepati, fino all'altare. Dove la sindaca gli ha rivolto parole di saluto e di benvenuto, accennando al fatto che a Novellara da molti anni il Comune, la Parrocchia e le altre comunità religiose presenti operano felicemente insieme per una pacifica e feconda convivenza. Poi i rappresentanti delle comunità sikh, musulmana e indù hanno a loro volta dato il benvenuto al nuovo parroco, con anche un omaggio simbolico e bene augurante.
Don Giordano, da parte sua, ha ringraziato e ha sottolineato quello che secondo lui deve essere oggi il ruolo di un parroco; non uno che comanda ma uno che accompagna nel cammino la comunità dei fedeli. In un’intervista a parte, commentando la presenza dei rappresentanti delle altre comunità religiose, ha detto che stiamo vivendo un tempo di diversità e che si può e si deve operare insieme per la costruzione di una società nuova, tollerante e includente. Poi, indossati gli abiti talari, è rientrato ancora dal portone della chiesa, accompagnato dai tanti preti presenti, per la celebrazione ufficiale; che è durata fino alle 20 e un quarto.
In chiesa c'erano non solo i novellaresi ma anche tanti rappresentati delle diverse realtà in cui don Giordano ha operato negli anni, come responsabile della pastorale giovanile. Presenti fra gli altri l’ex premier Romano Prodi con la moglie Flavia, l’onorevole Vanna Iori, l’attore Chicco Salimbeni, i genitori correggesi di don Goccini.
Il padre, che a suo tempo era fra i volontari del Ct9 che organizzavano la Batdura in piazza a Novellara, ha poi ricordato che lui aveva tentato fino all’ultimo di distogliere il figlio dal proposito di farsi prete, perché era bravo a lavorare in campagna e lo vedeva bene a dirigere un’azienda agricola.
La nomina di don Giordano a parroco dell'Unità parrocchiale “Madonna delle Fossetta” (comprendente Novellara e le sue frazioni), rientra nel progetto più complessivo di riorganizzazione della Diocesi, sulla base della nuova realtà, caratterizzata dal drastico calo delle vocazioni. Per cui anche nelle parrocchie più grandi i parroci debbono rinunciare al curato giovane.
A Novellara, ad esempio, fino al 1980 c’era un parroco titolare assistito da due curati giovani e ciascuna delle quattro chiese frazionali aveva un prete fisso. Ora don Goccini può contare solo sulla collaborazione di due sacerdoti di una certa età e tre diaconi; il che fra l’altro comporta la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei laici.
Al termine della cerimonia ufficiale, in tanti si sono spostati nella vicina sala parrocchiale, per un momento di convivialità. Quando alcuni giovani gli hanno fatto dono di una bicicletta, don Giordano si è commosso; non ha letto ad alta voce il biglietto di accompagnamento, ma si sa che voleva essere un richiamo al suo viaggio in bicicletta da Reggio Emilia al Santo Sepolcro, in Israele, attraverso la Grecia, la Turchia, la Siria, la Giordania, la Palestina, realizzato nel 2011 subito dopo aver conseguito la laurea di Scienze della Comunicazione; e insieme era un incoraggiamento goliardico a “pedalare”. Uno stimolo quanto mai opportuno, se si considerala la complessità e le potenzialità di una realtà dinamica e vivace qual é Novellara e le sue frazioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È uno dei 16 parroci recentemente destinati a nuovo incarico dal vescovo di Reggio e Guastalla, Massimo Camisasca, ed è alla prima esperienza da parroco.
Alle 18 don Goccini è stato accolto sul sagrato della chiesa dalla sindaca Elena Carletti. Con lei e il vicario generale monsignor Alberto Nicelli, ha percorso la corsia centrale del tempio, fra due ali di fedeli assiepati, fino all'altare. Dove la sindaca gli ha rivolto parole di saluto e di benvenuto, accennando al fatto che a Novellara da molti anni il Comune, la Parrocchia e le altre comunità religiose presenti operano felicemente insieme per una pacifica e feconda convivenza. Poi i rappresentanti delle comunità sikh, musulmana e indù hanno a loro volta dato il benvenuto al nuovo parroco, con anche un omaggio simbolico e bene augurante.
Don Giordano, da parte sua, ha ringraziato e ha sottolineato quello che secondo lui deve essere oggi il ruolo di un parroco; non uno che comanda ma uno che accompagna nel cammino la comunità dei fedeli. In un’intervista a parte, commentando la presenza dei rappresentanti delle altre comunità religiose, ha detto che stiamo vivendo un tempo di diversità e che si può e si deve operare insieme per la costruzione di una società nuova, tollerante e includente. Poi, indossati gli abiti talari, è rientrato ancora dal portone della chiesa, accompagnato dai tanti preti presenti, per la celebrazione ufficiale; che è durata fino alle 20 e un quarto.
In chiesa c'erano non solo i novellaresi ma anche tanti rappresentati delle diverse realtà in cui don Giordano ha operato negli anni, come responsabile della pastorale giovanile. Presenti fra gli altri l’ex premier Romano Prodi con la moglie Flavia, l’onorevole Vanna Iori, l’attore Chicco Salimbeni, i genitori correggesi di don Goccini.
Il padre, che a suo tempo era fra i volontari del Ct9 che organizzavano la Batdura in piazza a Novellara, ha poi ricordato che lui aveva tentato fino all’ultimo di distogliere il figlio dal proposito di farsi prete, perché era bravo a lavorare in campagna e lo vedeva bene a dirigere un’azienda agricola.
La nomina di don Giordano a parroco dell'Unità parrocchiale “Madonna delle Fossetta” (comprendente Novellara e le sue frazioni), rientra nel progetto più complessivo di riorganizzazione della Diocesi, sulla base della nuova realtà, caratterizzata dal drastico calo delle vocazioni. Per cui anche nelle parrocchie più grandi i parroci debbono rinunciare al curato giovane.
A Novellara, ad esempio, fino al 1980 c’era un parroco titolare assistito da due curati giovani e ciascuna delle quattro chiese frazionali aveva un prete fisso. Ora don Goccini può contare solo sulla collaborazione di due sacerdoti di una certa età e tre diaconi; il che fra l’altro comporta la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei laici.
Al termine della cerimonia ufficiale, in tanti si sono spostati nella vicina sala parrocchiale, per un momento di convivialità. Quando alcuni giovani gli hanno fatto dono di una bicicletta, don Giordano si è commosso; non ha letto ad alta voce il biglietto di accompagnamento, ma si sa che voleva essere un richiamo al suo viaggio in bicicletta da Reggio Emilia al Santo Sepolcro, in Israele, attraverso la Grecia, la Turchia, la Siria, la Giordania, la Palestina, realizzato nel 2011 subito dopo aver conseguito la laurea di Scienze della Comunicazione; e insieme era un incoraggiamento goliardico a “pedalare”. Uno stimolo quanto mai opportuno, se si considerala la complessità e le potenzialità di una realtà dinamica e vivace qual é Novellara e le sue frazioni.
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