Capra (Ingegneria): «Per ora il numero chiuso non ci serve»
«Quattrocento studenti di filosofia cosa vanno a fare?». È la domanda posta da Alessandro Capra, direttore del dipartimento d’Ingegneria Enzo Ferrari, alle matricole presenti ieri al Tecnopolo di...
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«Quattrocento studenti di filosofia cosa vanno a fare?». È la domanda posta da Alessandro Capra, direttore del dipartimento d’Ingegneria Enzo Ferrari, alle matricole presenti ieri al Tecnopolo di Modena. Studenti che Capra invita a «riflettere, capire e in caso contestare», partendo dalla bocciatura del Tar del Lazio ai test d’ingresso per i corsi umanistici alla Statale di Milano. «Lo stesso ministro Fedeli s’è contraddetto due volte nel suo discorso. Nella vostra vita dovete capire che c’è qualcosa più importante di fare quello che vogliamo – commenta Capra – Se all’università facciamo fatica scatta il numero programmato: se ci sono troppi studenti rischiamo di non offrire una buona qualità di preparazione e anche d’impiego». A ogni buon conto, il direttore del Dief assicura: «Sia a Modena sia a Reggio cerchiamo di mantenere i corsi aperti. Abbiamo molte richieste e per adesso riusciamo a soddisfarle».
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