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«Grano impiegato nella pasta Bene le tutele sulle etichette»
REGGIO EMILIA. La decisione di proseguire con fermezza sulla strada della trasparenza con l’etichetta di origine obbligatoria per il grano impiegato nella pasta e per il riso è coerente con gli...
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REGGIO EMILIA. La decisione di proseguire con fermezza sulla strada della trasparenza con l’etichetta di origine obbligatoria per il grano impiegato nella pasta e per il riso è coerente con gli impegni assunti. Ma, soprattutto, risponde alle esigenze di oltre il 96% dei consumatori che chiedono che venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti secondo la consultazione online del Ministero delle Politiche Agricole. È quanto affermano dalla Coldiretti di Reggio Emilia nel ricordare la necessità dell’obbligo di origine anche per l’ortofrutta trasformata, dalle conserve e succhi fino al concentrato di pomodoro, per evitare che venga spacciata come Made in Italy quella importata dall’estero.
«L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative e impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy», commenta Assuero Zampini, direttore della Coldiretti reggiana. Secondo la Coldiretti, «l’indicazione di origine obbligatoria per cereali è importante anche per l’agricoltura reggiana, che attualmente conta oltre 1.200 imprese produttrici che tuttavia vengono penalizzate dalle azioni di speculazione di grano importato a basso costo da paesi come il Canada, senza che venga riportato in etichetta il luogo di origine». A difesa del grano italiano e del lavoro degli agricoltori Coldiretti Reggio Emilia e Agricucina La Bottega Italiana hanno organizzato alcune serate di Cooking show in programma nell’Area del Gusto di FestaReggio, al Campovolo. Una di queste serate è in programma domani alle 20.45. Il tema delle serate è la pasta 100% italiana prodotta soltanto con il grano degli agricoltori per contrastare la pasta prodotta con grano straniero, coltivato con l’uso del Glifosato.
Domani sera, lo chef Gianni Brancatelli guiderà gli ospiti nella preparazione di gnocchetti di semola Ghigi risottati con zucca, pancetta affumicata, spuma di parmigiano reggiano e cestini di spaghetti Ghigi fritti con caponata leggera, crema di pomodoro arrosto ed erbe spontanee, proponendo Pasta Ghigi, 100% grano italiano, fatta dagli agricoltori e cucinata con i prodotti locali. Un altro appuntamento è in programma il 13 settembre. A scelta e solo su prenotazione è possibile richiedere pasta “normale” ed assaporare il retrogusto che il Glifosato rilascia alle farine.
«L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative e impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy», commenta Assuero Zampini, direttore della Coldiretti reggiana. Secondo la Coldiretti, «l’indicazione di origine obbligatoria per cereali è importante anche per l’agricoltura reggiana, che attualmente conta oltre 1.200 imprese produttrici che tuttavia vengono penalizzate dalle azioni di speculazione di grano importato a basso costo da paesi come il Canada, senza che venga riportato in etichetta il luogo di origine». A difesa del grano italiano e del lavoro degli agricoltori Coldiretti Reggio Emilia e Agricucina La Bottega Italiana hanno organizzato alcune serate di Cooking show in programma nell’Area del Gusto di FestaReggio, al Campovolo. Una di queste serate è in programma domani alle 20.45. Il tema delle serate è la pasta 100% italiana prodotta soltanto con il grano degli agricoltori per contrastare la pasta prodotta con grano straniero, coltivato con l’uso del Glifosato.
Domani sera, lo chef Gianni Brancatelli guiderà gli ospiti nella preparazione di gnocchetti di semola Ghigi risottati con zucca, pancetta affumicata, spuma di parmigiano reggiano e cestini di spaghetti Ghigi fritti con caponata leggera, crema di pomodoro arrosto ed erbe spontanee, proponendo Pasta Ghigi, 100% grano italiano, fatta dagli agricoltori e cucinata con i prodotti locali. Un altro appuntamento è in programma il 13 settembre. A scelta e solo su prenotazione è possibile richiedere pasta “normale” ed assaporare il retrogusto che il Glifosato rilascia alle farine.
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