Gazzetta di Reggio

Reggio

Ho aperto la finestra e mi è apparsa la basilica della Ghiara

dalla prima
Ho aperto la finestra e mi è apparsa la basilica della Ghiara

La chiesa più amata è letta al femminile da Ivanna Rossi L’autrice racconta il suo percorso di scoperta e divulgazione

3 MINUTI DI LETTURA





C’era il convento dei frati serviti e il loro orto bagnato da un rivolo d’acqua rimasto nel letto ghiaioso del torrente Crostolo già deviato fuori dalle mura. Ho immaginato i personaggi, i frati poveri, i devoti di fine Seicento, i protagonisti dei miracoli, poveracci sciancati e male in arnese. E poi la fiera, il duca che veniva qui per le feste con la sua corte sgargiante... I ladri tenuti a bada dalle ronde del bargello, le macchine teatrali di strada, la gloria dell’Arte della Seta...

L’esercizio di ricostruire questa visione nei dettagli, perché è impossibile isolare la chiesa dalla città in cui è incastonata. Pian piano Reggio vien fuori dai libri come un posto incredibilmente interessante: non è poi quel paesone che sembra, ha avuto momenti d’avanguardia e di luce.

Entrando nel tempio l’esercizio non si semplifica, anzi, si dilata nel tempo dei tempi. Guardare i suoi affreschi è come sfogliare l’edizione immensa di una Bibbia illustrata. Le cupole e le volte sono talmente gremite di figure da far girare la testa da tutte le parti prima di trovare un bandolo: che c’è, ma è in latino, in forma allusiva e concettosa. Il senso alla fine però è chiaro e luminoso: il cielo, tutto (non una metà soltanto!), è pieno di grandi donne, forti, sagge e leggiadre. Madri di popoli a venire, giudici e vendicatrici, sorelle salvatrici, badanti del re... Precorrono e preannunciano l’immensa figura e simbolo di Maria, vergine, madre, mater dolorosa, assunta, regina. E poi ci entusiasmiamo del Ramayana!

Nel Cinque Seicento la narrazione delle storie era sicuramente a carico del predicatore. Al giorno d’oggi nessuno le sa più. Sono andata a rileggerle integralmente nella Bibbia di Gerusalemme, e in altri testi, inclusi i vangeli Apocrifi. Durante le mie ricerche e letture mi sono resa conto che la Madonna è sempre apparsa nei momenti più duri della vita, quando la gente non sapeva più a che santo votarsi. A Reggio nel 1956, la Madonna sarebbe apparsa a più puntate in piazza Prampolini alla ricamatrice Rosa Soncini. Agli appuntamenti celesti convenivano stuoli di persone sofferenti.

Bello che non si sia mai spezzato il legame tra frati serviti e comunità cittadina, nonostante i vari cambiamenti di credo politico. Che la sua sagra sia sempre stata la festa di tutti. Che la famosa ‘predica di Natale’ di Camillo Prampolini si appellasse a valori cristiani, e che nei tempi di miseria e di voglia di riscatto nelle campagne si venerasse l’immagine del Cristo socialista. Ringrazio le personalità che hanno accreditato il mio lavoro: Stefano Scansani, direttore della Gazzetta di Reggio, dotato di uno ‘sguardo esterno’ che lo fa uscire dal quotidiano e dalla cronaca, e stimola i lettori a scoprire pezzo per pezzo la città di Reggio, le sue radici, e a condividere denunce, stupori e apprezzamenti. In più, è autore di ‘Orapronobis’, un triller sui generis che ha per protagonista o vittima una statua processionale della Madonna. Monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, è un personaggio chiave della cultura cittadina, anche se non ama i riflettori. Avendo preso molto sul serio l’invito del Concilio Vaticano II al rinnovamento liturgico, è stato lui, seguendo le adeguate procedure, a invitare Hidetoshi Nagasawa, Janis Kounellis, Claudio Parmigiani, Ettore Spalletti, Graziano Pompili, Giovanni Menada a rinnovare i poli liturgici della cattedrale. Notevole, anche per la mole, il suo lavoro di ricerca uscito con il titolo di ‘Ierotipi cristiani. Le chiese secondo il magistero’. Infine Brunetto Salvarani, docente pop di Teologia della missione e del dialogo a Bologna, conoscitore della cultura ebraica e di quella cristiana, che non hanno soluzioni di continuità. Direttore della rivista QOL, è altresì conduttore di una rubrica sui profeti su Radio 3 Rai. I suoi libri sono intriganti fin dal titolo: ‘In principio era il Racconto’; suo il commento a ‘La Buona Novella’ di Fabrizio de Andrè; imperdibile ‘Dio, tu e le rose’ sul tema religioso nella canzone italiana. Li ringrazio tutti calorosamente per avermi in qualche modo accreditata. Eresie, errori ed omissioni naturalmente restano tutti a mio carico.

Ivanna Rossi

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google