campegine
La minoranza: delibera illegittima
Linee programmatiche, Insieme per Campegine lascia il consiglio
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CAMPEGINE. Una lettera al prefetto, per protestare contro una delibera secondo la minoranza illegittima e che «sarà impugnata davanti alle sedi istituzionali». Il documento è stato inviato dall’opposizione Insieme per Campegine guidata da Daniele Menozzi, che accusa la giunta di Germano Artioli di «non avere fretta di convocarsi (tre sedute in tre mesi)».
Sotto accusa il consiglio comunale del 28 agosto scorso, lo stesso che ha ratificato il recesso dalle convenzioni con il Comune di Sant’Ilario per la gestione associata di cinque servizi. In quel consiglio era in esame anche l’approvazione delle linee programmatiche di mandato 2017/2022.
«La documentazione sulle linee programmatiche deve essere pubblicata per legge e inviata a maggioranza e minoranza 30 giorni prima, per avere il tempo di studiarli e fare osservazioni – spiega Menozzi –. Invece quell’atto formale è stato aggirato con un semplice “rimando” ad atti tecnici precedenti. Questo non ha fermato l’approvazione della delibera, alla quale l’opposizione non ha partecipato, uscendo dall’aula». Il documento, secondo la minoranza, è importante: «È il programma vincolante dei prossimi cinque anni di amministrazione, ovvero cosa farà questa giunta, quando e come. Più delle norme, i cittadini devono sapere che questa amministrazione non prende impegni in merito al proprio compito, cioè governare, e che comunica con i cittadini a pezzi e bocconi, con social network e mail private, anziché venire nelle sedi pubbliche preposte per un confronto vero sui programmi». (am.p.)
Sotto accusa il consiglio comunale del 28 agosto scorso, lo stesso che ha ratificato il recesso dalle convenzioni con il Comune di Sant’Ilario per la gestione associata di cinque servizi. In quel consiglio era in esame anche l’approvazione delle linee programmatiche di mandato 2017/2022.
«La documentazione sulle linee programmatiche deve essere pubblicata per legge e inviata a maggioranza e minoranza 30 giorni prima, per avere il tempo di studiarli e fare osservazioni – spiega Menozzi –. Invece quell’atto formale è stato aggirato con un semplice “rimando” ad atti tecnici precedenti. Questo non ha fermato l’approvazione della delibera, alla quale l’opposizione non ha partecipato, uscendo dall’aula». Il documento, secondo la minoranza, è importante: «È il programma vincolante dei prossimi cinque anni di amministrazione, ovvero cosa farà questa giunta, quando e come. Più delle norme, i cittadini devono sapere che questa amministrazione non prende impegni in merito al proprio compito, cioè governare, e che comunica con i cittadini a pezzi e bocconi, con social network e mail private, anziché venire nelle sedi pubbliche preposte per un confronto vero sui programmi». (am.p.)
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