Oggi nell’aula bunker riprende Aemilia
Sarà fissato un termine perentorio per il deposito delle trascrizioni delle 18mila intercettazioni
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Riprende questa mattina il maxi processo Aemilia che il 10 agosto – con la 113esima udienza – era arrivato al secondo stop estivo della sua “storia” iniziata nel marzo dell’anno scorso.
La Corte ha comunque dato una decisa “accelerata”, stilando un calendario a tamburo battente che nelle intenzioni dei giudici porterà entro fine settembre a chiudere con le deposizioni dei testimoni indicati dalle difese, per poi ripartire con requisitoria dell’accusa ed arringhe degli avvocati di parte civile e dei difensori. Le udienze riprenderanno da oggi con il solito ritmo (martedì e giovedì) e sono stati convocati per questa mattina nell’aula bunker i periti incaricati di trascrivere le intercettazioni (sarebbero 18mila ...) per indicare un termine finale per il deposito del lavoro monstre che è stato affidato agli specialisti. Collegato al maxi processo c’è anche il riutilizzo dei beni sequestrati alle mafie. È sempre stato il punto debole nell’aggredire il bottino della criminalità organizzata e infatti i rinforzi per l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati (Ansbc) vengono puntualmente bloccati in Parlamento o per via ministeriale; i pochi dipendenti in organico devono far fronte a migliaia di pratiche in cui ogni dettaglio deve essere validato da altre amministrazioni. Per questo i fondi stanziati dalle regioni, nel Mezzogiorno come al Nord, puntano a rimettere in circolo rapidamente gli immobili sequestrati, i cui numeri sono in crescita esponenziale. Per l’Emilia Romagna questo è doppiamente vero: il maxi processo Aemilia che si svolgendo in questi mesi contro i capi della ’ndrangheta assieme agli altri che si vanno concludendo porteranno altre decine e decine di immobili in possesso della mano pubblica che poi li destinerà agli enti locali. Dati ufficiali non ne circolano visto che i procedimenti sono in corso, ma le cifre più prudenti parlano di 400 tra appartamenti, ville e palazzine. E poi ci sono anche terreni e capannoni. (t.s.)
La Corte ha comunque dato una decisa “accelerata”, stilando un calendario a tamburo battente che nelle intenzioni dei giudici porterà entro fine settembre a chiudere con le deposizioni dei testimoni indicati dalle difese, per poi ripartire con requisitoria dell’accusa ed arringhe degli avvocati di parte civile e dei difensori. Le udienze riprenderanno da oggi con il solito ritmo (martedì e giovedì) e sono stati convocati per questa mattina nell’aula bunker i periti incaricati di trascrivere le intercettazioni (sarebbero 18mila ...) per indicare un termine finale per il deposito del lavoro monstre che è stato affidato agli specialisti. Collegato al maxi processo c’è anche il riutilizzo dei beni sequestrati alle mafie. È sempre stato il punto debole nell’aggredire il bottino della criminalità organizzata e infatti i rinforzi per l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati (Ansbc) vengono puntualmente bloccati in Parlamento o per via ministeriale; i pochi dipendenti in organico devono far fronte a migliaia di pratiche in cui ogni dettaglio deve essere validato da altre amministrazioni. Per questo i fondi stanziati dalle regioni, nel Mezzogiorno come al Nord, puntano a rimettere in circolo rapidamente gli immobili sequestrati, i cui numeri sono in crescita esponenziale. Per l’Emilia Romagna questo è doppiamente vero: il maxi processo Aemilia che si svolgendo in questi mesi contro i capi della ’ndrangheta assieme agli altri che si vanno concludendo porteranno altre decine e decine di immobili in possesso della mano pubblica che poi li destinerà agli enti locali. Dati ufficiali non ne circolano visto che i procedimenti sono in corso, ma le cifre più prudenti parlano di 400 tra appartamenti, ville e palazzine. E poi ci sono anche terreni e capannoni. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
