Gazzetta di Reggio

Reggio

Pd, fumata nera Ma parte la trattativa in vista del congresso

di Roberto Fontanili
Pd, fumata nera Ma parte la trattativa in vista del congresso

Primo faccia a faccia a FestaReggio tra renziani e orlandiani Si cerca un nome condiviso per la segreteria. Incognita Costa

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REGGIO EMILIA. La voglia di trovare un’intesa in casa Pd c’è. Ma sul cosa è ancora da definire. «Ci vuole pazienza. Non si è deciso nulla e non è stato fatto alcun nome, ma il clima è di collaborazione. Non è scoppiato l’amore ma si discute», è il commento di uno dei partecipanti al primo incontro tra le due anime del Pd, sabato scorso a FestaReggio, in vista del congresso provinciale di ottobre. I lavori sono stati aggiornati alla seconda metà di questa settimana, sempre al Campovolo. Sarà un incontro nel quale si entrerà nel vivo e comincerà a circolare qualche nome, cosa che non è avvenuta sabato, quando non c’è stato alcuno scontro sul tema delle alleanze per le amministrative di Reggio, nonostante le discussioni in atto nel Pd nazionale. Nulla di fatto insomma nel primo round tra le delegazioni delle due anime piddine. Quella renziana, guidata da Massimo Gazza (composta da Vanna Iori, Giammaria Manghi, Giacomo Pecorari Bertani e Giuseppe Pagani) e quella che fa riferimento alla minoranza orlandiana, guidata dal coordinatore provinciale, Emanuele Cavallaro (composta da Maino Marchi, Antonella Incerti, Paolo Gandolfi, Roberta Mori, Valeria Montanari e Matteo Nasciuti) che si sono ritrovate per misurare immediatamente la distanza resa palese nei rispettivi documenti alla base della trattativa. Entrambe paiono essere d’accordo per una gestione unitaria della federazione. Uno scatto indispensabile per superare una difficile convivenza, solo in parte determinata dall’elezione a segretario di Costa, avvenuta nello scorso congresso sulla base di un accordo tra gli allora bersaniani (oggi in gran parte orlandiani) e l’area che faceva riferimento a Civati (nel frattempo volatizzata).

La geografia del Pd nazionale è profondamente mutata. Ma a Reggio la situazione pare cristallizzata, anche perché la candidatura alle primarie di Orlando ha ottenuto un risultato superiore alla media nazionale. Il primo ostacolo – il rischio che tutti vogliono evitare – è la conta tra gli iscritti. I renziani dopo le primarie rivendicano la maggioranza, mentre gli orlandiani (e l’hanno scritto nel documento) ritengono a congresso di riuscire ad eleggersi da soli il segretario.

In sostanza, per la minoranza un conto sono le primarie e un altro il congresso. L’altro elemento di divisione è il giudizio sulla gestione della federazione reggiana. Gli orlandiani difendono a spada tratta Costa e chiedono ai renziani di riconoscere che l’attuale segretario ha lavorato bene. La maggioranza, che ha mal digerito la scelta di Costa fin dall’inizio, non pare intenzionata a farlo, ma è anche a corto di candidati in grado di vincere in scioltezza il congresso. Per questa ragione è circolata come alternativa Ilenia Malavasi, esponente della minoranza, ma più defilata rispetto a un Costa, che però è tutt’altro che fuorigioco.

La nomina a segretario di Malavasi, con a fianco una segreteria a maggioranza renziana, potrebbe essere un’opzione. Poi si parlerà di candidati alle politiche, alle regionali e ai 35 comuni in cui si andrà al voto nel 2019. Graziano Delrio e Andrea Rossi sono dati per sicuri, mentre Antonella Incerti, Paolo Gandolfi e Vanna Iori (tutti al primo mandato) puntano a una riconferma. La partita è solo all’inizio.

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