Arrestato si sente male, muore 37enne
di Ambra Prati
Il marocchino era stato soccorso dai militari prima di dare in escandescenze. Il corpo non avrebbe segni di violenza
2 MINUTI DI LETTURA
CORREGGIO. Soccorso lunedì sera per un malore, è stato arrestato perché aveva dato in escandescenze, ma ieri mattina si è sentito male mentre si trovava ristretto nelle celle di sicurezza del comando provinciale dell’Arma, in corso Cairoli a Reggio, e, trasportato d’urgenza al Santa Maria Nuova, è morto in ospedale. Il marocchino Youness Abouloufa El Idrissi aveva 37 anni ed era un disoccupato residente a Correggio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri tutto è cominciato lunedì alle 20 quando in via Roma, una stradina con i portici laterale di corso Mazzini, in centro storico a Correggio, è stato segnalato un uomo riverso in strada.
Lo sconosciuto, in evidente stato di ebbrezza e colto da malore, è stato soccorso dai sanitari inviati dal 118 e dai carabinieri di Bagnolo in Piano che, una volta affidatolo al personale dell’ambulanza, hanno ripreso normale servizio.
Poco dopo però i militari sono stati chiamati perché il paziente, oltre a rifiutare le cure, provocava disturbo e scompiglio all’ospedale di Correggio. Alla vista delle divise, il 37enne ha reagito in modo aggressivo, lanciando sputi e aggredendo fisicamente i carabinieri: uno di loro è rimasto ferito e ha ricevuto una prognosi di sette giorni.
L’intervento di un altro equipaggio ha consentito di bloccare l’uomo, identificato in El Idrissi, che è poi stato dichiarato in arresto per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il 37enne è stato quindi portato nelle celle di sicurezza del comando provinciale di Reggio, in attesa di comparire in tribunale per l’udienza di convalida.
Durante la notte, sempre secondo la ricostruzione dei militari, il 37enne ha continuato ad agitarsi e urlare per parecchie ore finché, tutto ad un tratto, da dietro le sbarre è calato il silenzio.
Il piantone che è andato a verificare il motivo dell’improvviso silenzio dell’arrestato ha trovato il 37enne agonizzante, semi svenuto e con gravi difficoltà respiratorie.
È stata dunque chiamata un’ambulanza del 118, che ha trasportato il detenuto al pronto soccorso del Santa Maria Nuova.
Lì è giunto alle 13, incosciente e in condizioni gravissime. I medici hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma alle 13.53 non hanno potuto far altro che dichiarare il decesso.
Sulle cause della morte è prematura ogni ipotesi: il corpo è a disposizione della procura e solo l’esame autoptico, che oggi verrà disposto dal sostituto procuratore Giulia Stignani, che coordina le indagini, potrà fare luce sull’accaduto. Da una prima analisi non risulterebbero segni di violenza sul corpo della vittima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo sconosciuto, in evidente stato di ebbrezza e colto da malore, è stato soccorso dai sanitari inviati dal 118 e dai carabinieri di Bagnolo in Piano che, una volta affidatolo al personale dell’ambulanza, hanno ripreso normale servizio.
Poco dopo però i militari sono stati chiamati perché il paziente, oltre a rifiutare le cure, provocava disturbo e scompiglio all’ospedale di Correggio. Alla vista delle divise, il 37enne ha reagito in modo aggressivo, lanciando sputi e aggredendo fisicamente i carabinieri: uno di loro è rimasto ferito e ha ricevuto una prognosi di sette giorni.
L’intervento di un altro equipaggio ha consentito di bloccare l’uomo, identificato in El Idrissi, che è poi stato dichiarato in arresto per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il 37enne è stato quindi portato nelle celle di sicurezza del comando provinciale di Reggio, in attesa di comparire in tribunale per l’udienza di convalida.
Durante la notte, sempre secondo la ricostruzione dei militari, il 37enne ha continuato ad agitarsi e urlare per parecchie ore finché, tutto ad un tratto, da dietro le sbarre è calato il silenzio.
Il piantone che è andato a verificare il motivo dell’improvviso silenzio dell’arrestato ha trovato il 37enne agonizzante, semi svenuto e con gravi difficoltà respiratorie.
È stata dunque chiamata un’ambulanza del 118, che ha trasportato il detenuto al pronto soccorso del Santa Maria Nuova.
Lì è giunto alle 13, incosciente e in condizioni gravissime. I medici hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma alle 13.53 non hanno potuto far altro che dichiarare il decesso.
Sulle cause della morte è prematura ogni ipotesi: il corpo è a disposizione della procura e solo l’esame autoptico, che oggi verrà disposto dal sostituto procuratore Giulia Stignani, che coordina le indagini, potrà fare luce sull’accaduto. Da una prima analisi non risulterebbero segni di violenza sul corpo della vittima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
