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Bomba, nuovi accertamenti del pm

Bomba, nuovi accertamenti del pm

Baiso, esplosione a Borgo Visignolo: il fascicolo è tuttora aperto in Procura  

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BAISO. Proseguono gli accertamenti del pm Giulia Stignani sulla bomba di Borgo Visignolo. Il fascicolo è tuttora aperto in Procura a Reggio Emilia anche se, nelle ore successive alla vicenda, una prima relazione era stata inviata come da prassi anche alla DDA, l’Antimafia di Bologna.

«L’abitazione, dichiarata agibile poco dopo, è tornata nella disponibilità delle proprietarie e mi risulta che sia disabitata», ha dichiarato il sindaco di Baiso Fabrizio Corti.

L’episodio, tuttora dai contorni misteriosi, è accaduto il 29 luglio scorso, quando nel borgo antico di Baiso – appena una ventina di residenti intorno alla torre antica, il paese moderno è più a valle –, gli abitanti hanno sentito distintamente un boato verso mezzanotte. L’allarme però è scattato alle 4 del mattino, quando l’ospite che risiedeva lì da due settimane, Gian Luca Catelani, 54 anni di Modena, rientrando ha trovato uno scenario disastroso. Si è scoperto in seguito che si è trattato di un ordigno artigianale: una bomba, del peso di diversi chili, piazzata e fatta scoppiare da mani ignote sotto il porticato dell’abitazione bifamiliare ai civici 33 e 35. Semidistrutto l’edificio, che si affaccia su un ampio cortile aperto. Lo scoppio ha mandato in frantumi la porta d’ingresso, danneggiato le finestre (pezzi degli infissi in legno sono volati nel cortile) e danneggiato mobili all’interno, mentre l’onda d’urto ha “alzato” e fatto ricadere il tetto del porticato, sconnettendo le tegole.

Sul posto sono giunti verso le 5 i militari della stazione di Baiso, del Nucleo operativo di Castelnovo Monti e quelli del Nucleo investigativo di Reggio, questi ultimi specialisti della scientifica. Il perimetro esterno dell’abitazione è stato delimitato e messo sotto sequestro: gli esperti della scientifica sono rimasti sul posto per ore, provvedendo a repertare una serie di campioni inviati al Ris di Parma.

Le proprietari dell’immobile, tre sorelle che lo hanno ereditato dai genitori scomparsi, hanno dichiarato di non avere nemici: la casa è disabitata dal 2012. Perciò le attenzioni degli inquirenti si sono ben presto focalizzate sull’ospite, il modenese ex presidente della Correggese Calcio ed ex gestore di diversi locali non fortunati, il quale ha affermato di non avere idea di quale possa essere il movente.

A distanza di oltre un mese, la Procura continua a indagare sull’accaduto, ma l’alone di rebus attorno al fatto resta.

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