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È ancora in coma la 71enne travolta dalla cognata in auto
CASALGRANDE. È ancora ricoverata nel reparto di rianimazione del Santa Maria Nuova, in prognosi riservata, la 71enne travolta dall’auto della cognata a Sant’Antonino di Casalgrande, mentre...
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CASALGRANDE. È ancora ricoverata nel reparto di rianimazione del Santa Maria Nuova, in prognosi riservata, la 71enne travolta dall’auto della cognata a Sant’Antonino di Casalgrande, mentre attraversava le strisce a piedi. L’anziana, residente nella frazione a 200 metri di distanza dal luogo dell’incidente, è tenuta in coma farmacologico. I medici definiscono le sue condizioni stabili nella loro gravità. Ha riportato un trauma cranico e si attende di vedere come reagirà alle cure.
L’episodio si era verificato domenica scorsa alle 8.30, quando una Fiat 500 guidata dalla cognata (sorella del marito dell’investita) ha urtato sulle strisce la donna che attraversava la strada a piedi. Entrambe erano dirette alla prima messa domenicale, nella chiesa dove entrambe fanno le volontarie e prestano il loro tempo per le iniziative della parrocchia. Nonostante l’utilitaria andasse pianissimo, una fatalità ha voluto che l’anziana a piedi, nel ricadere, abbia sbattuto la testa contro il cordolo in cemento del marciapiede.
Perciò fin dall’inizio le condizioni della 71enne sono state definite preoccupanti. Ora lotta per la vita in un letto d’ospedale, dove viene vegliata dal marito e dai due figli.
L’episodio si era verificato domenica scorsa alle 8.30, quando una Fiat 500 guidata dalla cognata (sorella del marito dell’investita) ha urtato sulle strisce la donna che attraversava la strada a piedi. Entrambe erano dirette alla prima messa domenicale, nella chiesa dove entrambe fanno le volontarie e prestano il loro tempo per le iniziative della parrocchia. Nonostante l’utilitaria andasse pianissimo, una fatalità ha voluto che l’anziana a piedi, nel ricadere, abbia sbattuto la testa contro il cordolo in cemento del marciapiede.
Perciò fin dall’inizio le condizioni della 71enne sono state definite preoccupanti. Ora lotta per la vita in un letto d’ospedale, dove viene vegliata dal marito e dai due figli.
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