Parte il conto alla rovescia verso le elezioni comunali
Brescello, il ministro Minniti conferma il commissariamento per altri sei mesi ma non ci sarà un’ulteriore proroga: si vota tra il 15 aprile e il 15 giugno 2018
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BRESCELLO. Le elezioni a Brescello avranno luogo nella tornata elettorale in programma nel periodo compreso tra il 15 aprile e il 15 giugno. La certezza la fornisce l’articolo 143 del Tuel, il testo unico degli enti locali che illustra nel dettaglio i passaggi del commissariamento di un Comune. L’articolo specifica che il decreto di scioglimento emanato dal Presidente della Repubblica, dopo essere stato trasmesso contestualmente alla sua emissione alle Camere, conserva i suoi effetti – come evidenziato nel comma 3 «per un periodo da dodici a diciotto mesi prorogabili fino ad un massimo di ventiquattro mesi in casi eccezionali». Dunque, il commissariamento non si protrarrà oltre i due anni, al termine dei quali il paese potrà ritornare alle urne.
Va specificato, comunque, che la permanenza dei commissari ora chiamati a gestire il Comune non terminerà precisamente il 20 aprile del 2018: i commissari Michele Formiglio, Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo traghetteranno l’ente sino al giorno delle elezioni, sia esso fissato nel mese di aprile, di maggio o di giugno. Estremamente improbabile, infatti, che il Ministero scelga di nominare un altro segretario “ad acta” per farlo restare in carica soltanto per qualche settimana, con tutte le procedure (e i costi) che ne conseguono. Molto più logico, invece, lasciare al proprio posto chi ha imparato a conoscere, in tutti questi mesi, l’apparato burocratico del comune brescellese.
Come si evince dal testo del ministro Minniti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, questi ulteriori sei mesi serviranno ai commissari per portare a termine tutta una serie di discorsi avviati in modo da consegnare a chi verrà eletto come successore di Marcello Coffrini un ente pienamente in regola e funzionante. Finalità precipua dell'istituto dello scioglimento, infatti, è quella «di assicurare il buon andamento delle amministrazioni e il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati».
Per quanto riguarda il passaggio nel quale il ministro Minniti sottolinea che è «ancora concreto il rischio di illecite interferenze della criminalità organizzata», questo aspetto non condizionerà il regolare ritorno al voto dei cittadini.
Il periodo di 24 mesi, infatti, è quello stabilito dalla legge per ovviare a tutte le criticità che si sono manifestate in precedenza. E, a oggi, in nessuna parte d’Italia si sono verificati commissariamenti che siano stati prorogati oltre questa durata, nemmeno nei casi più gravi. Sarà cura poi dei nuovi eletti, burocraticamente e normativamente parlando, proseguire lungo i binari tracciati dalla commissione in tutti questi mesi. (a.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Va specificato, comunque, che la permanenza dei commissari ora chiamati a gestire il Comune non terminerà precisamente il 20 aprile del 2018: i commissari Michele Formiglio, Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo traghetteranno l’ente sino al giorno delle elezioni, sia esso fissato nel mese di aprile, di maggio o di giugno. Estremamente improbabile, infatti, che il Ministero scelga di nominare un altro segretario “ad acta” per farlo restare in carica soltanto per qualche settimana, con tutte le procedure (e i costi) che ne conseguono. Molto più logico, invece, lasciare al proprio posto chi ha imparato a conoscere, in tutti questi mesi, l’apparato burocratico del comune brescellese.
Come si evince dal testo del ministro Minniti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, questi ulteriori sei mesi serviranno ai commissari per portare a termine tutta una serie di discorsi avviati in modo da consegnare a chi verrà eletto come successore di Marcello Coffrini un ente pienamente in regola e funzionante. Finalità precipua dell'istituto dello scioglimento, infatti, è quella «di assicurare il buon andamento delle amministrazioni e il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati».
Per quanto riguarda il passaggio nel quale il ministro Minniti sottolinea che è «ancora concreto il rischio di illecite interferenze della criminalità organizzata», questo aspetto non condizionerà il regolare ritorno al voto dei cittadini.
Il periodo di 24 mesi, infatti, è quello stabilito dalla legge per ovviare a tutte le criticità che si sono manifestate in precedenza. E, a oggi, in nessuna parte d’Italia si sono verificati commissariamenti che siano stati prorogati oltre questa durata, nemmeno nei casi più gravi. Sarà cura poi dei nuovi eletti, burocraticamente e normativamente parlando, proseguire lungo i binari tracciati dalla commissione in tutti questi mesi. (a.v.)
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