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È sciopero ad oltranza per i 41 operai di Ceva

di Andrea Munari
È sciopero ad oltranza per i 41 operai di Ceva

Ieri è iniziata la mobilitazione che continuerà fino a quando arriveranno risposte Il 31 dicembre scadrà l’appalto e non esiste alcuna certezza per i lavoratori 

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GATTATICO. Scioperare per avere delle certezze sul proprio futuro. Quel futuro che per quarantuno operai che lavorano all’interno del sito della Procter and Gamble di Gattatico significa 31 dicembre 2017. In quella data scadrà l’appalto che la multinazionale americana ha affidato a Ceva nel 2010 e, da lì in avanti gli operai che a tutt’oggi lavorano all’interno della struttura di Gattatico, non sanno quello che succederà. E’ questo il motivo che ha indotto ieri i lavoratori a dire basta, incrociare le braccia e scendere in strada davanti alla sede dell’azienda per provare ad avere delle risposte concrete, dopo alcune richieste andate a vuoto e dopo che, attraverso alcune riunioni, sono venuti a sapere che alla fine dell’anno scadrà l’appalto ma nessuno vuole o sa dire loro quello che gli riserverà il futuro.

Decisione questa davvero difficile da digerire per i quarantuno lavoratori che hanno deciso di dire stop, perché nessuno di loro può credere che una multinazionale come la P&G non sappia quelli che sono i programmi dell’azienda nel breve termine, perché tre mesi per un’azienda di questo calibro rappresentano assolutamente un termine molto breve.

Gli operi quindi ieri mattina hanno deciso di fermarsi fino a quando non avranno delle risposte concrete. Risposte che li mettano davanti alla realtà dei fatti e che consentano ad ognuno di loro di iniziare a programmare il proprio futuro, perché tutti a casa hanno mogli e figli, e di conseguenza affitti e bollette da pagare, iscrizioni scolastiche da effettuare e l’incertezza in cui sono piombati non li aiuta a progettare la propria quotidianità. E non sono disposti a fermarsi.

Lo sciopero infatti andrà avanti giorno e notte, fino a quando qualcuno non darà loro delle risposte. Si sono organizzati in turni, esattamente come quelli che dovrebbero fare al lavoro. Chi arriva al mattino viene sostituito da coloro che effettuano il turno del pomeriggio solo che, invece di entrare in azienda, si fermano in strada, davanti ai cancelli.

Gli operai hanno raccolto anche tantissimi attestati di solidarietà dai trasportatori di automezzi pesanti che, arrivati davanti alla sede della P&G, hanno parlato con i lavoratori in strada e deciso di propria spontanea volontà di non entrare all’interno dell’azienda, ma hanno girato il proprio automezzo e fatto marcia indietro.

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