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Fenomeno subaffitto, a Reggio è allarme nelle zone degradate

Fenomeno subaffitto, a Reggio è allarme nelle zone degradate

L’occupazione irregolare dell’appartamento di Ospizio desta timori nei cittadini per il peggioramento della vivibilità 

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REGGIO EMILIA. L'occupazione irregolare di un appartamento di via Emilia Ospizio da parte di africani subentrati a un inquilino moroso e irreperibile, di cui abbiamo dato notizia ieri, non è la regola. I casi di questo genere, per quanto aumentati, sono meno numerosi che nelle grandi città. Soltanto nelle zone più degradate, che si vanno ghettizzando, il fenomeno è diffuso, ma più spesso assume la forma di un sovraffollamento gestito con il subaffitto e tollerato dai proprietari. Genera allarme, invece, quando si manifesta in condomini di un certo livello, come quello entrato nella nostra cronaca, che temono il peggioramento della vivibilità e la dequalificazione degli immobili. È una piaga che a Reggio, a differenza di gran parte dell'Italia, affligge più l'edilizia privata che quella pubblica.

La settimana scorsa hanno destato preoccupazione i dati forniti da Federcasa, la federazione degli istituti e delle aziende che gestiscono le case popolari. In tutto il paese sono 48mila gli alloggi pubblici occupati abusivamente, nell'81% dei casi da persone introdottesi con l'impiego della forza e nel 19% da soggetti sprovvisti comunque di un contratto o di un titolo che ne legittimi il sopruso.

Il fenomeno, che nel Meridione arriva ad interessare addirittura il 53,4% degli alloggi pubblici e nel Centro il 36,5%, è aumentato del 20,9% dal 2004 al 2013, arrivando ad affliggere il 6,4% del totale delle abitazioni. «Nella nostra provincia – riferisce Marco Corradi, presidente provinciale di Acer, l'azienda casa dell'Emilia Romagna –- la situazione è molto diversa. Le occupazioni abusive di alloggi pubblici sono rare. Capitano uno o due casi all'anno. Finora siamo riusciti a risolverli seguendo la procedura prevista dalla legge. Abbastanza spesso convinciamo gli occupanti a liberare l'immobile prima che venga decretato lo sfratto, anche perchè una norma introdotta recentemente esclude dall'assegnazione degli appartamenti chi ne occupa uno senza titolo. Teniamo la situazione sotto controllo grazie alla rete dei referenti attiva nei condomini, che sono per il 50% pubblici e per il 50% misti. Facciamo rispettare regole precise sull'affollamento».(l.s.)


 

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