Il video anche in cella: controlli del piantone poi l’allarme
REGGIO EMILIA. Il 37enne Youness Abouloufa El Idrissi ha trascorso diverse ore – fra la notte di lunedì e la mattinata di martedì – nella cella di sicurezza a Reggio, all’interno del comando...
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REGGIO EMILIA. Il 37enne Youness Abouloufa El Idrissi ha trascorso diverse ore – fra la notte di lunedì e la mattinata di martedì – nella cella di sicurezza a Reggio, all’interno del comando provinciale dei carabinieri in corso Cairoli.
Una misura restrittiva resasi necessaria per quanto accaduto lunedì sera al pronto soccorso dell’ospedale di Correggio, dove il nordafricano non solo ha rifiutato le cure, ma si è messo anche nei guai quando i carabinieri sono stati richiamati per calmarlo e si sono trovati di fronte una furia scatenata. Da qui all’arresto – per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale – il passo è stato breve, il che è coinciso con il trasferimento del marocchino da Correggio prima nella stazione dei carabinieri a Bagnolo, poi a Reggio per un motivo molto semplice: la permanenza nella cella di sicurezza è una prassi consolidata quando mancano poche ore all’udienza di convalida dell’arresto in tribunale (era già in programma per mercoledì). E dalle immagini di videosorveglianza relative alla presenza di El Idrissi nella cella di sicurezza emergerebbero come, in evidente stato di ubriachezza, il 37enne si fosse abbandonato ad un sonno profondo. Come da regolamento, a cadenze fisse il piantone va a verificare che non vi siano problemi. Una dormita, però, solo apparentemente ristoratrice, perché martedì – intorno a mezzogiorno – il piantone capisce che c’è qualcosa che non va ed infatti il nordafricano è privo di sensi. E qui i momenti diventano febbrili, con il 118 che – subito avvertito – piomba al comando e trasferisce il marocchino agonizzante al pronto soccorso del Santa Maria Nuova. Inutili, però, i tentativi di rianimarlo.
Una misura restrittiva resasi necessaria per quanto accaduto lunedì sera al pronto soccorso dell’ospedale di Correggio, dove il nordafricano non solo ha rifiutato le cure, ma si è messo anche nei guai quando i carabinieri sono stati richiamati per calmarlo e si sono trovati di fronte una furia scatenata. Da qui all’arresto – per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale – il passo è stato breve, il che è coinciso con il trasferimento del marocchino da Correggio prima nella stazione dei carabinieri a Bagnolo, poi a Reggio per un motivo molto semplice: la permanenza nella cella di sicurezza è una prassi consolidata quando mancano poche ore all’udienza di convalida dell’arresto in tribunale (era già in programma per mercoledì). E dalle immagini di videosorveglianza relative alla presenza di El Idrissi nella cella di sicurezza emergerebbero come, in evidente stato di ubriachezza, il 37enne si fosse abbandonato ad un sonno profondo. Come da regolamento, a cadenze fisse il piantone va a verificare che non vi siano problemi. Una dormita, però, solo apparentemente ristoratrice, perché martedì – intorno a mezzogiorno – il piantone capisce che c’è qualcosa che non va ed infatti il nordafricano è privo di sensi. E qui i momenti diventano febbrili, con il 118 che – subito avvertito – piomba al comando e trasferisce il marocchino agonizzante al pronto soccorso del Santa Maria Nuova. Inutili, però, i tentativi di rianimarlo.
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