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La Pietra risorge dopo due anni e mezzo

La Pietra risorge dopo due anni e mezzo

Completati i lavori di messa in sicurezza dopo i crolli del febbraio 2015. Ecco come sono stati spesi i 700 mila euro finanziati

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CASTELNOVO MONTI. Due anni e mezzo di lavori, quasi 700 mila euro di fondi necessari per consolidamenti ed eliminazione di lame rocciose instabili, studi preliminari per capire le condizioni delle pareti rocciose strapiombanti che rendono unica la Pietra. «Se guardiamo a quanto è stato fatto, abbiamo realizzato tutto in un termine di tempo breve». Lo hanno detto i tecnici che ieri mattina hanno illustrato gli interventi eseguiti, in vista della riapertura del Santuario e dell’ultima porzione di “zona rossa” della Pietra di Bismantova, dopo il crollo di circa 200 metri cubi di roccia avvenuto il 13 febbraio 2015, con il materiale che aveva terminato la sua caduta sul sagrato, risparmiando miracolosamente proprio il santuario e l’eremo.

Per illustrare quanto fatto, ieri a Castelnovo erano presenti insieme al sindaco Enrico Bini, l'assessore regionale alle Politiche per la montagna Paola Gazzolo e il presidente del Parco nazionale Fausto Giovanelli. Per quanto riguarda i lavori eseguiti in questi due anni, sono stati sostenuti quasi completamente proprio dalla Regione: inizialmente erano stati finanziati per 30 mila euro in somma urgenza per la rimozione di una lama di roccia in equilibrio precario, in prossimità della Via Degli Svizzeri, quasi sulla perpendicolare del Rifugio della Pietra.

Poi un secondo stanziamento aveva riguardato lavori di demolizione e consolidamento di altre lame rocciose in parete nell'area della frana, per ulteriori 200 mila euro, a cui avevano contribuito anche il Comitato per il santuario, il Parco Nazionale e il Comune di Castelnovo per 40 mila euro. Un altro stralcio era stato finanziato nel 2016, per 140 mila euro, con nuovi lavori di consolidamento e disgaggi di lame rocciose instabili. Infine il finanziamento più corposo, 318 mila euro stanziati nel marzo 2017, per consolidamenti, gli ultimi disgaggi e il posizionamento di barriere paramassi.

«La riapertura della zona rossa è un risultato straordinario per il territorio di tutto l'Appennino Tosco-Emiliano, frutto di un lavoro di squadra che sta portando ottimi risultati – ha spiegato l’assessore regionale Paola Gazzolo –. La Pietra di Bismantova è un sito dal grandissimo valore ambientale e paesaggistico, un luogo che parla della storia e dell'identità delle nostre comunità: per questo abbiamo ritenuto prioritario garantirne la messa in sicurezza. Ora andiamo avanti: le risorse messe a disposizione dalla Regione per il Comune di Castelnovo, che dall'inizio del mandato del Presidente Bonaccini ammontano ad oltre 3 milioni di euro, testimoniano l'impegno concreto a favore della nostra montagna».

«Per noi la riapertura è un traguardo importante che arriva dopo più di due anni di grandi sforzi», ha aggiunto Bini che ha sottolineato come «ora la Pietra di Bismantova presenta un grado di sicurezza maggiore rispetto a prima del crollo. Per noi si tratta del pieno recupero, fondamentale, di un bene che è parte fondativa della nostra identità territoriale e spirituale, un recupero atteso e per il quale si sono impegnati in tanti. La Pietra ora si apre al futuro con prospettive importanti, il recupero ormai concluso del Santuario, e il prossimo recupero dell'eremo la cui proprietà di recente è passata al Parco nazionale, grazie all'accordo con la Parrocchia di Ginepreto e la Diocesi di Reggio e Guastalla, per la sua conservazione e la destinazione a luogo di documentazione, testimonianza e servizi sulla spiritualità e geologia. Ringrazio inoltre tutti i soggetti che lavorano quotidianamente per la cura della Pietra, l’Eremo, il Parco, e anche il Cai Bismantova che compie un’opera fondamentale per la cura di questa eccellenza ambientale».

«È stato fatto un lavoro di enorme importanza, di qualità – ha concluso Fausto Giovanelli –. Lo comprendiamo se ripensiamo al febbraio 2015, e soprattutto ai mesi e agli anni in cui a Bismantova non si sono tenute funzioni religiose, che sono state il centro della vita della Pietra per secoli. Poter riaprire il Santuario e la sua area in condizioni di accettabile sicurezza è una grande operazione di conservazione della Pietra. Il Parco nazionale, il consiglio comunale, hanno affermato che la conservazione della Pietra di Bismantova è affidata “all'equilibrio degli usi umani”, sempre in evoluzione. Ora si può ripristinare quell'equilibrio che si era incrinato».

All’incontro hanno partecipato anche Chiara Cantini, responsabile del settore lavori pubblici del Comune di Castelnovo, Federica Manenti, Responsabile Protezione Civile della Provincia di Reggio, Giovanni Trufelli del Servizio di Bacino e Nicolò Doglioni geologo della società AlpiGeo.

Questi ultimi hanno illustrato due relazioni sugli studi e i seguenti interventi eseguiti in questi anni, a partire da un monitoraggio sulla situazione della Pietra, con rilevatori di distanza nelle spaccature in parete, e webcam che analizzano in tempo reale la situazione delle pareti, da cui si è potuto ottenere il quadro complessivo, con i punti in cui le rocce presentavano possibili rischi. Su queste si è intervenuto con chiodature, poi mascherate in modo che fossero invisibili, oppure con disgaggi e abbattimenti di alcune lame particolarmente instabili. Sono state posizionate anche reti paramassi alla base di alcuni punti, e una “vela” di protezione dell’eremo che sarà poi rimossa una volta conclusi tutti gli interventi nell’area.

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