Morto dopo l’arresto spunta un’aggressione
di Tiziano Soresina
Al vaglio della procura e dei carabinieri i filmati delle telecamere di via Roma Il referto di morte parla di decesso per malattia, ma si attende l’autopsia
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CORREGGIO. È davvero una vicenda complessa quella che ha portato martedì pomeriggio alla morte – in ospedale a Reggio – del marocchino 37enne Youness Adouloufa El Idrissi.
Filmati, testimonianze ed approfondimenti investigativi stanno pian piano chiarendo il “quadro” ai carabinieri che sono coordinati in questa delicata indagine dal sostituto procuratore Giulia Stignani.
Tutto parte lunedì a Correggio verso le 20 quando viene segnalato un uomo a terra in via Roma. Siamo in centro storico e quel corpo riverso sulla strada crea non poca apprensione. Velocemente arrivano sul posto il 118 e poi una pattuglia dei carabinieri di Bagnolo.
L’uomo a terra è un marocchino che ha bevuto molto e viste le sue condizioni viene trasportato in ambulanza all’ospedale San Sebastiano. La sbornia non è comunque la sola ragione che ha messo in quelle condizioni il nordafricano, perché siamo in centro storico e le telecamere di videosorveglianza hanno filmato quanto accaduto, cioè che il 37enne è stato colpito con un pugno in faccia ed è crollato a terra. A colpirlo sembrerebbe – dai filmati e dalle testimonianze – che sia stato un italiano poi dileguatosi. Anche lo stesso El Idrissi ammette al pronto soccorso correggese d’aver avuto una colluttazione ma sono parole sbrigative, alludendo.
Da quella zuffa non avrebbe però riportato lesioni particolarmente visibili. Ma saranno le indagini (e specialmente gli esiti dell’autopsia) a dire se quell’aggressione ha avuto un peso nella morte alcune ore più tardi del nordafricano.
Ma torniamo alla tragica vicenda. Poco dopo – sempre lunedì, intorno alle 22 – però i militari sono stati chiamati perché il paziente, oltre a rifiutare le cure e men che meno il ricovero, provoca disturbo e scompiglio all’ospedale di Correggio. Alla vista delle divise, il 37enne reagisce in modo aggressivo, lanciando sputi e aggredendo fisicamente i carabinieri: uno di loro rimane ferito e gli verrà certificata una prognosi di sette giorni. L’intervento di un altro equipaggio consente di bloccare l’uomo che lascia l’ospedale guardato a vista dai militari. Alle 23.30, nella stazione dei carabinieri di Bagnolo, il marocchino viene identificato e dichiarato in arresto per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Come da prassi poi il trasferimento a Reggio – alle 2.30 – nella camera di sicurezza che si trova all’interno del comando di corso Cairoli a Reggio. El Idrissi dorme profondamente in cella e già si sa che mercoledì mattina l’attende in tribunale l’udienza di convalida dell’arresto. Dai filmati girati nella camera di sicurezza emerge che i controlli del piantone sono puntuali e l’arrestato continua a dormire tutta notte. In apparenza tutto normale, il nordafricano ha da smaltire molto alcol. Invece verso mezzogiorno la situazione precipita per il 37enne: un malore che non perdonerà.
Una ricostruzione investigativa che da quanto “filtra” ha bisogno di essere colmata. Il referto del Santa Maria Nuova parlerebbe di malattia come causa di morte e già questo richiederà un approfondimento tramite l’autopsia (già disposta dal pm Stignani, ma non ancora fissata). L’esame autoptico darà un peso anche alla colluttazione. I carabinieri sarebbero alla ricerca dell’aggressore e sono già state sentite diverse persone. In procura è stato aperto un fascicolo (solitamente il reato ipotizzato è omicidio colposo per poter giustificare l’autopsia) ma senza indagati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Filmati, testimonianze ed approfondimenti investigativi stanno pian piano chiarendo il “quadro” ai carabinieri che sono coordinati in questa delicata indagine dal sostituto procuratore Giulia Stignani.
Tutto parte lunedì a Correggio verso le 20 quando viene segnalato un uomo a terra in via Roma. Siamo in centro storico e quel corpo riverso sulla strada crea non poca apprensione. Velocemente arrivano sul posto il 118 e poi una pattuglia dei carabinieri di Bagnolo.
L’uomo a terra è un marocchino che ha bevuto molto e viste le sue condizioni viene trasportato in ambulanza all’ospedale San Sebastiano. La sbornia non è comunque la sola ragione che ha messo in quelle condizioni il nordafricano, perché siamo in centro storico e le telecamere di videosorveglianza hanno filmato quanto accaduto, cioè che il 37enne è stato colpito con un pugno in faccia ed è crollato a terra. A colpirlo sembrerebbe – dai filmati e dalle testimonianze – che sia stato un italiano poi dileguatosi. Anche lo stesso El Idrissi ammette al pronto soccorso correggese d’aver avuto una colluttazione ma sono parole sbrigative, alludendo.
Da quella zuffa non avrebbe però riportato lesioni particolarmente visibili. Ma saranno le indagini (e specialmente gli esiti dell’autopsia) a dire se quell’aggressione ha avuto un peso nella morte alcune ore più tardi del nordafricano.
Ma torniamo alla tragica vicenda. Poco dopo – sempre lunedì, intorno alle 22 – però i militari sono stati chiamati perché il paziente, oltre a rifiutare le cure e men che meno il ricovero, provoca disturbo e scompiglio all’ospedale di Correggio. Alla vista delle divise, il 37enne reagisce in modo aggressivo, lanciando sputi e aggredendo fisicamente i carabinieri: uno di loro rimane ferito e gli verrà certificata una prognosi di sette giorni. L’intervento di un altro equipaggio consente di bloccare l’uomo che lascia l’ospedale guardato a vista dai militari. Alle 23.30, nella stazione dei carabinieri di Bagnolo, il marocchino viene identificato e dichiarato in arresto per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Come da prassi poi il trasferimento a Reggio – alle 2.30 – nella camera di sicurezza che si trova all’interno del comando di corso Cairoli a Reggio. El Idrissi dorme profondamente in cella e già si sa che mercoledì mattina l’attende in tribunale l’udienza di convalida dell’arresto. Dai filmati girati nella camera di sicurezza emerge che i controlli del piantone sono puntuali e l’arrestato continua a dormire tutta notte. In apparenza tutto normale, il nordafricano ha da smaltire molto alcol. Invece verso mezzogiorno la situazione precipita per il 37enne: un malore che non perdonerà.
Una ricostruzione investigativa che da quanto “filtra” ha bisogno di essere colmata. Il referto del Santa Maria Nuova parlerebbe di malattia come causa di morte e già questo richiederà un approfondimento tramite l’autopsia (già disposta dal pm Stignani, ma non ancora fissata). L’esame autoptico darà un peso anche alla colluttazione. I carabinieri sarebbero alla ricerca dell’aggressore e sono già state sentite diverse persone. In procura è stato aperto un fascicolo (solitamente il reato ipotizzato è omicidio colposo per poter giustificare l’autopsia) ma senza indagati.
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