«Quel ragazzo non faceva male a nessuno»
L’uomo deceduto era conosciuto da molte persone: «Non era un violento, lo sapevano tutti»
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CORREGGIO. «Youness era un pezzo di pane. Si arrangiava per trovare qualche lavoretto e non aveva mai fatto male a nessuno. La notizia della sua morte ha lasciato senza parole tante persone a Correggio». Youness Abouloufa El Idrissi, il marocchino di 37 anni morto martedì pomeriggio al Santa Maria, era in Italia da 13 anni. Viveva con il fratello Said in una laterale di via Carpi. «Aveva fatto l’imbianchino – dice Arianna Malerba – quest’estate aveva raccolto le pere. Era contento e lo aveva detto ai genitori, che vivono in Marocco e non vede da tanti anni».
L’uomo qualche volta beveva, lunedì aveva alzato un po’ troppo il gomito. «Ma non era un alcolizzato o una persona in cura al Sert», precisa l’amica, che è un’educatrice socio sanitaria.
I servizi sociali di Correggio non lo seguivano, confermano dall’ente locale, e del resto poteva contare sul fratello operaio.
La comunità marocchina correggese conosceva Youness. «La sua morte ci ha molto colpito e siamo tutti molto dispiaciuti», dice Taoufik Toujar, anche a nome dei frequentatori della moschea di Correggio, nei pressi della quale viveva la vittima. «Qualche volta beveva, ma non era una persona cattiva o violenta. Siamo rimasti molto stupiti dall’apprendere che ha aggredito i carabinieri. Era una persona magra, non aveva una corporatura robusta. Speriamo che sia fatta chiarezza su questa morte ed emerga tutta la verità».
Tra i conoscenti ieri si è diffusa la notizia dell’aggressione subita dal 37enne in via Roma e naturalmente tutti si aspettano che questo aspetto della vicenda venga definito.
«Sono anche stupita del fatto che in ospedale Youness abbia rifiutato il ricovero – dice l’amica –. Una persona in quelle condizioni è in grado di prendere quella decisione? Non era forse il caso di proseguire negli accertamenti?». Aspetti che saranno vagliati e sui quali dovrà comunque fare luce l’autopsia: infatti si tratta di capire quale sia stata la causa del decesso e se vi sia una qualche relazione con il pugno preso in strada a Correggio. (j.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’uomo qualche volta beveva, lunedì aveva alzato un po’ troppo il gomito. «Ma non era un alcolizzato o una persona in cura al Sert», precisa l’amica, che è un’educatrice socio sanitaria.
I servizi sociali di Correggio non lo seguivano, confermano dall’ente locale, e del resto poteva contare sul fratello operaio.
La comunità marocchina correggese conosceva Youness. «La sua morte ci ha molto colpito e siamo tutti molto dispiaciuti», dice Taoufik Toujar, anche a nome dei frequentatori della moschea di Correggio, nei pressi della quale viveva la vittima. «Qualche volta beveva, ma non era una persona cattiva o violenta. Siamo rimasti molto stupiti dall’apprendere che ha aggredito i carabinieri. Era una persona magra, non aveva una corporatura robusta. Speriamo che sia fatta chiarezza su questa morte ed emerga tutta la verità».
Tra i conoscenti ieri si è diffusa la notizia dell’aggressione subita dal 37enne in via Roma e naturalmente tutti si aspettano che questo aspetto della vicenda venga definito.
«Sono anche stupita del fatto che in ospedale Youness abbia rifiutato il ricovero – dice l’amica –. Una persona in quelle condizioni è in grado di prendere quella decisione? Non era forse il caso di proseguire negli accertamenti?». Aspetti che saranno vagliati e sui quali dovrà comunque fare luce l’autopsia: infatti si tratta di capire quale sia stata la causa del decesso e se vi sia una qualche relazione con il pugno preso in strada a Correggio. (j.d.p.)
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