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Guastalla: raffica di furti di borse e portafogli nelle auto in sosta

Guastalla: raffica di furti di borse e portafogli nelle auto in sosta

Negli ultimi giorni sono avvenuti quattro casi. Una vittima: «Una volta queste cose accadevano di notte»

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GUASTALLA. Si chiama microcriminalità ma gli effetti sulla qualità della vita delle persone spesso non sono affatto “micro”. Furti sulle auto in sosta, nei parcheggi dei supermercati o vicino alla abitazioni, si ripetono frequentemente, anche a Guastalla. Ed ogni volta le vittime devono fare i conti con i danni, ore perse per le trafile burocratiche e soprattutto un senso di insicurezza che resta sul fondo.

«Oggi la mia macchina è senza un finestrino, ed io sono senza portafoglio, chiavi di casa, dell’ufficio, carte di credito e bancomat, carta di identità, patente», racconta un professionista guastallese di 43 anni, che vuole restare anonimo, che è rimasto vittima di un furto lunedì. «È accaduto alle quattro del pomeriggio, in via Sacco e Vanzetti. Una volta queste cose succedevano nei parcheggi delle discoteche alle 4 di notte, adesso invece...».

Il professionista lunedì ha parcheggiato l’auto vicino a una casa e si è allontanato di una trentina di metri, lasciando un borsello nell’abitacolo, «comunque non in vista». Tanto è bastato perché un ladro passasse, spaccasse un vetro e scappasse con tutto il contenuto. «Oltre ai 200 euro c’erano tutti i documenti e varie chiave. Ho girato un giorno per bloccare le carte, fare denuncia, rifare la patente, chiamare il fabbro…Quando ho fatto le foto per la patente il fotografo mi ha detto che ero il quarto in due giorni: tre donne erano state derubate della borsetta mentre mettevano i carrelli della spesa a posto nei parcheggi dei supermercati».

I ladri hanno colpito anche alle sagre paesane. Ad esempio alla festa di San Rocco a un bancario guastallese hanno spaccato il finestrino per rubare all’interno dell’auto. «Io stesso – dice il professionista – nei mesi scorsi ho subito un furto in casa».

Tanti episodi, cosiddetti micro, che alla fine però lasciano davvero l’amaro in bocca. (j.d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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