scandiano
Ciclista cade per una buca e chiede i danni al Comune
SCANDIANO . Una buca nell’asfalto, una brutta caduta in bici, diverse lesioni e ora la causa civile contro il Comune. Vuole ottenere un risarcimento per i problemi sul fondo stradale a Fellegara il...
2 MINUTI DI LETTURA
SCANDIANO . Una buca nell’asfalto, una brutta caduta in bici, diverse lesioni e ora la causa civile contro il Comune. Vuole ottenere un risarcimento per i problemi sul fondo stradale a Fellegara il ciclista scandianese F. L., dopo l’incidente di cui è stato involontario protagonista alcune sere fa lungo via Brugnoletta, di fronte alla chiesa parrocchiale di Fellegara.
«Quella sera – racconta l’avvocato Giuseppe Pagliani cui l’uomo si è affidato per la causa – alla guida della sua bicicletta F.L. è finito con la ruota in una buca profonda della carreggiata che l’amministrazione scandianese non ha provveduto dallo scorso anno a chiudere, tra l’altro in una zona in cui l’illuminazione non era funzionante». La caduta è stata piuttosto violenta, costringendo il ciclista ad andare al pronto soccorso, dove è stato poi dimesso con una prognosi che parla di «trauma contusivo spalla destra, ferita gomito sinistro, trauma contusivo patella destra, frattura falange ungueale primo dito mano destra, con nove punti di sutura al gomito». Ora ha deciso di chiedere al Comune di Scandiano un risarcimento per i danni patiti, intentando una causa civile.
La vicenda, sempre secondo Pagliani, evidenzia i problemi su diverse vie della zona: «Benché da molto tempo si segnali che le strade urbane vicinali e provinciali riversino in condizioni precarie e si richieda un intervento urgente di manutenzione, risulta davvero incomprensibile come solo il giorno successivo alla denuncia dell’accaduto il Comune abbia provveduto a sistemare il manto stradale, trascurando peraltro altre buche nelle zone limitrofe», afferma il legale.
A stretto giro arriva anche la replica dell’assessore alle Opere Marco Ferri, che ricorda: «Il piano straordinario di manutenzione delle strade comunali è iniziato già nel 2016, da quando l’amministrazione ha raddoppiato le risorse appunto per la manutenzione straordinaria della rete. E stiamo parlando di 150 chilometri». Il tema, annoso, è quello delle risorse: «Purtroppo abbiamo vissuto anni in cui gli enti locali hanno dovuto tagliare anche sulle manutenzioni delle strade, a causa dei minori trasferimenti da parte dello Stato e del patto di stabilità, che in alcune realtà hanno portato a situazioni di criticità». Per quanto riguarda i singoli, Ferri si dice «vicino ai ciclisti che sono incorsi in problematiche legate a buche nelle strade. È preziosissima la collaborazione quotidiana di tanti cittadini che, senza clamore, fanno segnalazioni». (adr.ar.)
«Quella sera – racconta l’avvocato Giuseppe Pagliani cui l’uomo si è affidato per la causa – alla guida della sua bicicletta F.L. è finito con la ruota in una buca profonda della carreggiata che l’amministrazione scandianese non ha provveduto dallo scorso anno a chiudere, tra l’altro in una zona in cui l’illuminazione non era funzionante». La caduta è stata piuttosto violenta, costringendo il ciclista ad andare al pronto soccorso, dove è stato poi dimesso con una prognosi che parla di «trauma contusivo spalla destra, ferita gomito sinistro, trauma contusivo patella destra, frattura falange ungueale primo dito mano destra, con nove punti di sutura al gomito». Ora ha deciso di chiedere al Comune di Scandiano un risarcimento per i danni patiti, intentando una causa civile.
La vicenda, sempre secondo Pagliani, evidenzia i problemi su diverse vie della zona: «Benché da molto tempo si segnali che le strade urbane vicinali e provinciali riversino in condizioni precarie e si richieda un intervento urgente di manutenzione, risulta davvero incomprensibile come solo il giorno successivo alla denuncia dell’accaduto il Comune abbia provveduto a sistemare il manto stradale, trascurando peraltro altre buche nelle zone limitrofe», afferma il legale.
A stretto giro arriva anche la replica dell’assessore alle Opere Marco Ferri, che ricorda: «Il piano straordinario di manutenzione delle strade comunali è iniziato già nel 2016, da quando l’amministrazione ha raddoppiato le risorse appunto per la manutenzione straordinaria della rete. E stiamo parlando di 150 chilometri». Il tema, annoso, è quello delle risorse: «Purtroppo abbiamo vissuto anni in cui gli enti locali hanno dovuto tagliare anche sulle manutenzioni delle strade, a causa dei minori trasferimenti da parte dello Stato e del patto di stabilità, che in alcune realtà hanno portato a situazioni di criticità». Per quanto riguarda i singoli, Ferri si dice «vicino ai ciclisti che sono incorsi in problematiche legate a buche nelle strade. È preziosissima la collaborazione quotidiana di tanti cittadini che, senza clamore, fanno segnalazioni». (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google