Gazzetta di Reggio

Reggio

l’udienza di martedì 

La versione di Maioli «Capocasa non c’era»

La versione di Maioli «Capocasa non c’era»

REGGIO EMILIA. Con una nota giunta ieri in redazione, Enzo Maioli – di cui si è parlato martedì nella deposizione di Cesare Capocasa – ha replicato con toni perentori a quanto affermato in aula di...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Con una nota giunta ieri in redazione, Enzo Maioli – di cui si è parlato martedì nella deposizione di Cesare Capocasa – ha replicato con toni perentori a quanto affermato in aula di Aemilia da Pasquale Brescia al termine della testimonianza del dirigente della polizia.

«Mi ha addolorato – ha detto Brescia – sentire tre persone, l'ispettore Giovanni Ciampi, il maresciallo Sebastiano Lopilo e il questore Cesare Capocasa, defilarsi da alcune circostanze. Non me le sono inventate. Forse avevano paura perché non hanno pagato. Ma ho offerto io tranquillamente e abbiamo passato serate bellissime. Quando Enzo Maioli ha attestato che ero a casa sua, perché devono negare? Mi ero fatto male con il prosciutto».

Ebbene, Maioli smentisce l’imprenditore edile che è imputato nel maxi processo: «Brescia mi tira in ballo – scrive nella nota – per sostenere le sue tesi ai danni dell’ispettore Ciampi, del maresciallo Lopilo e del dottor Capocasa. Devo dire in tutta verità che non conosco l’ispettore Ciampi, nè il maresciallo Lopilo e, nell’occasione in cui Brescia si è fatto male al dito tagliando il prosciutto, il dottor Capocasa non era presente».

Relativamente alla conoscenza con Maioli, l’ex vice questore di Reggio ha risposto a più domande che gli sono state poste – martedì – dal difensore di Brescia: «Maioli mi era stato presentato quando arrivai a Reggio – è entrato nel merito Capocasa – e lavorava come giardinaggio alla questura. A casa sua c’ero stato con tutta la questura, in due o tre circostanze. Brescia non c’era, solamente i funzionari della questura con il questore».

L’avvocato Gregorio Viscomi gli chiede se ricorda la circostanza in cui Brescia si fece male tagliandosi con il prosciutto: «Assolutamente no, a casa di Maioli». Il legale non è per nulla convinto («In realtà sì»), ma Capocasa è irremovibile: «Noi siamo andati in queste circostanze con tutta la questura a pranzo e in queste circostanze non c’era mai Brescia». E che le “dichiarazioni spontanee” di Brescia abbiano innescato polemiche lo si desume anche dalla reazione dello stesso Capocasa che si riserva di verificarne il contenuto nel verbale d’udienza per sporgere una denuncia per calunnia. A ciò, ora, si aggiunge la smentita di Maioli.,

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google