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Le aule container del Gobetti potrebbero diventare definitive

Le aule container del Gobetti potrebbero diventare definitive

Scandiano, a giorni il via alle lezioni con il cantiere ancora aperto ma il Comune pensa al futuro Visto l’incremento di iscritti all’istituto superiore, il piano aggiuntivo potrebbe non bastare

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SCANDIANO . Con il cantiere in corso e l’ipotesi di mantenere i container blu come elementi stabili del complesso, il Gobetti di Scandiano si prepara al suono della campanella. Manca ormai un giorno o poco più all’inizio dell’anno scolastica 2017/18 e nella scuola superiore scandianese – uno degli istituti reggiani con il maggior incremento di iscrizioni – le lezioni inizieranno con la configurazione dello scorso anno. Oltre alle aule già disponibili, verranno ancora usati alcuni container blu attrezzati come aule, sistemati nel piazzale nel settembre 2016 per far fronte alla richiesta di nuovi spazi.

Nel frattempo, proseguono a pieno ritmo i tanti attesi lavori di ampliamento del complesso, iniziati a giugno dopo tanti mesi di difficoltà e ritardi. L’intervento dovrebbe concludersi entro il gennaio 2018 ( se saranno rispettate le tempistiche annunciate) e regalerà un nuovo piano sopraelevato all’edificio principale. L’allargamento, da 650 metri quadrati di superficie, prevede otto aule per un totale di 200 posti di capienza, oltre a servizi igienici e spazi di disimpegno.

L’ulteriore piano non comporterà però necessariamente l’addio ai container, che nell’autunno scorso generarono perplessità tra i genitori. Infatti il numero di iscritti del Gobetti è in costante aumento e anche l’area sopraelevata potrebbe non essere sufficiente per le esigenze future. I container blu, in questo anno di utilizzo, sono stati apprezzati da docenti e studenti e non hanno generato particolari problemi né per la parte didattica né tantomeno per questioni climatiche, afferma l’amministrazione. L’idea sulla quale sta ragionando l’amministrazione comunale è quella di trasformare i container in un elemento fisso del complesso, e non in una soluzione provvisoria, così da far crescere ulteriormente la disponibilità di spazio.

Lo scenario è ancora da disegnare nel dettaglio, l’ipotesi però è sul tavolo, eventualmente con uno spostamento dei piccoli edifici mobili in un’altra area del Gobetti, meno invasiva allo sguardo rispetto al piazzale principale dove si trovano dal settembre 2016.

Va ricordato che i container erano stati sistemati lì da Unieco, titolare del cantiere di ampliamento avviato dodici mesi fa. Dopo il fallimento della cooperativa reggiana, sono rimasti a disposizione dell’istituto e ora potrebbero trovare una collocazione definitiva.

Per ora la priorità è completare il cantiere, un progetto da circa 1.6 milioni di euro finanziato dalla Provincia di Reggio, dopo un anno di complicazioni.

Nel settembre 2016 i lavori sono stati fermati sul nascere sino all’inizio del 2017 per una serie di problemi burocratici, in primis la richiesta di integrazioni sulla autorizzazione sismica avanzata dall’ex servizio tecnico di bacino (oggi Servizio area affluenti Po dell’agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile della Regione). Sistemata la questione, è arrivato il collasso economico di Unieco. Dopo anni di sofferenze la storica cooperativa edile reggiana è finita in liquidazione coatta amministrativa e tutti gli appalti pubblici di cui era titolare sono stati annullati. Dopo una complessa trattativa, il gruppo arrivato secondo nel bando originario ha dato la propria disponibilità per subentrare nei lavori, accettando le stesse condizioni contrattuali sottoscritte con Unieco.

Fra queste, l’impegno a chiudere il progetto entro l’inizio 2018, sfruttando anche le vacanze di natale. Il gruppo attualmente in carico è un’associazione temporanea d’impresa fra la cooperativa reggiana Tecton (capogruppo), Reset e Torregiani & C. Nel cantiere sono stati assorbiti anche diversi addetti di Unieco, già esperti dei lavori. (adr.ar.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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