Pd, la trattativa infinita per evitare altri strappi
di Roberto Fontanili
Prosegue senza risultati il confronto tra renziani e orlandiani per il congresso De Lucia battitore libero su Facebook: «Parliamo di temi e non di persone»
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REGGIO EMILIA . Non c’è due senza tre e le trattative sono trattative, in questo caso durate fino a tardi. Dopo il secondo incontro ieri tra le due anime Pd in vista del congresso di ottobre è già stato fissato per la prossima settimana un nuovo summit. Che non si terrà nemmeno questa volta a Festareggio, che dopo la raccolta di firme delle scorse serate tra i fornelli, a favore della riconferma a segretario provinciale di Andrea Costa, non è più un campo neutro. C’è ancora tempo, da qui al congresso per trovare quell’unità che eviti una resa dei conti. Le due corpose delegazioni, quella renziana guidata dal portavoce e sindaco di Boretto, Massimo Gazza, e quella orlandiana guidata dal coordinatore provinciale e sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, ieri hanno iniziato a discutere per superare definitivamente le pregiudiziali politiche e affondare le mani nelle questioni che dividono maggioranza e minoranza a partire dalla scelta del segretario, alla composizione della segreteria, alle candidature. Un confronto che si ripete come è avvenuto in occasione del precedente congresso. Allora si trattò di un dialogo senza esiti apprezzabili e che si chiuse burrascosamente con la vittoria di Andrea Costa candidato dell’inedita e imprevista alleanza dell’ultima ora tra bersaniani e civatiani a spese del candidato renziano Giammaria Manghi.
Chi va per la sua strada, ma senza incidere in profondità sul confronto in atto nel Pd reggiano, è il consigliere comunale Pd Dario De Lucia, da pochissimo “sdoganato” da Facebook dopo che il suo profilo è stato bloccato per qualche settimana. De Lucia interviene sulle vicende Pd con due post. Uno per proporre che si vada a un congresso a tesi «invece di perdere tempo in documenti di sostegno incontri segreti e incontri pubblici, complotti, quote di potere che ci fanno sembrare all’esterno ridicoli e fuori dal mondo». L’altro per criticare il segretario dei Giovani Dem Luca Bonacini che ha promosso una raccolta firme a favore di Andrea Costa. «I Giovani Democratici non sono una delle innumerevoli correnti politiche del Pd, sbaglia chi pensa di usare i Gd in questo modo».
Intanto la trattativa continuerà nei prossimi giorni, anche se sulle due riunioni svolte ha certamente pesato l’assenza del ministro Graziano Delrio, (appena rientrato dall’estero) che invece potrebbe imprimere una svolta al confronto in atto. Al plenipotenziario “diversamente renziano” del Pd reggiano e alle sue posizioni, sia in termini di future alleanze per le amministrative, sia in termini di nomi e candidature al Parlamento, guardano con attenzione non solo l’area renziana, ma gli stessi orlandiani.
Chi va per la sua strada, ma senza incidere in profondità sul confronto in atto nel Pd reggiano, è il consigliere comunale Pd Dario De Lucia, da pochissimo “sdoganato” da Facebook dopo che il suo profilo è stato bloccato per qualche settimana. De Lucia interviene sulle vicende Pd con due post. Uno per proporre che si vada a un congresso a tesi «invece di perdere tempo in documenti di sostegno incontri segreti e incontri pubblici, complotti, quote di potere che ci fanno sembrare all’esterno ridicoli e fuori dal mondo». L’altro per criticare il segretario dei Giovani Dem Luca Bonacini che ha promosso una raccolta firme a favore di Andrea Costa. «I Giovani Democratici non sono una delle innumerevoli correnti politiche del Pd, sbaglia chi pensa di usare i Gd in questo modo».
Intanto la trattativa continuerà nei prossimi giorni, anche se sulle due riunioni svolte ha certamente pesato l’assenza del ministro Graziano Delrio, (appena rientrato dall’estero) che invece potrebbe imprimere una svolta al confronto in atto. Al plenipotenziario “diversamente renziano” del Pd reggiano e alle sue posizioni, sia in termini di future alleanze per le amministrative, sia in termini di nomi e candidature al Parlamento, guardano con attenzione non solo l’area renziana, ma gli stessi orlandiani.
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