Gazzetta di Reggio

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«Abusivi, firme false per la residenza»

«Abusivi, firme false per la residenza»

Terenziani, legale che tutela la proprietaria dell’appartamento occupato a Ospizio: «Il 2 ottobre l’ufficiale giudiziario»

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REGGIO EMILIA. «La firma della proprietaria era stata falsificata per poter ottenere le residenze». E poi: «A seguito di questa denuncia il Comune ha cancellato le false domande». È il particolare raccontato da Marialaura Terenziani, avvocato che tutela la proprietaria dell’appartamento di via Emilia Ospizio 68, occupato abusivamente da alcuni africani. L’appartamento era stato affittato con un contratto regolare a un cittadino pakistano, che ha corrisposto l’affitto fino allo scorso mese di marzo, ma poi ha smesso di pagare e si è reso irreperibile. Nel frattempo l’appartamento è stato occupato da alcuni africani: un incubo per la proprietaria e per i vicini, alle prese con i tentativi di sfrattare gli abusivi.

La vicenda ha innescato un campanello d’allarme da parte del Comune, che ha annunciato l’intenzione di mettere a punto un giro di vite sui controlli, chiedendo un incontro con la Questura. L’avvocato Terenziani ricostruisce il caso in ogni singolo passaggio, aggiungendo che l’esecuzione dello sfratto avverrà il prossimo 2 ottobre con l’accesso dell’ufficiale giudiziario. «Il caso in esame riguarda un conduttore con regolare contratto di locazione e con residenza acquisita nell’immobile – spiega il legale – Nel corso della locazione è emerso che nell’immobile oltre al conduttore ed alla moglie avevano acquisito residenza altre due persone ed una terza aveva presentato domanda. L’Ufficio Anagrafe resosi conto dell’eccesso di soggetti richiedenti residenza per un solo appartamento ha contattato la proprietaria chiedendole spiegazioni sulle autorizzazioni della stessa che accompagnavano le richieste di residenza presentate dai diversi ospiti. Ci siamo recate agli Uffici dell’Anagrafe e la proprietaria, esaminati tali documenti, si avvedeva che la firma apposta su tali moduli non corrispondeva alla propria».

Di qui la partenza del lungo iter legale: «Ad aprile di quest’anno il conduttore cessa il pagamento del canone e a maggio avvio immediatamente la procedura di sfratto anche perché la proprietaria si accorge, sia attraverso le segnalazione dei vicini che andando sul posto, che l’immobile è occupato anche da altri soggetti oltre ai conduttori. Il procedimento di sfratto si svolge poi in modo estremamente veloce. Iniziato infatti con l’udienza di convalida dello sfratto il 29 giugno, a fronte di due mensilità di canone non pagate, si concluderà il 2 ottobre con l’accesso dell’ufficiale giudiziario». Per Terenziani, «il tribunale, sia nella sua componente giudicante che gli ufficiali giudiziari, hanno riconosciuto la particolare gravità sociale del caso. Il presidente facente funzione del tribunale ha poi sottolineato la necessità dell’ausilio della forza pubblica. Questa sinergia tra la difesa della proprietaria e il tribunale ci consente di poter dare anche un ammonimento a chi possa avere in animo di compiere azioni analoghe che, come dimostrano i fatti, non vengano tollerate né dalla Comunità né dalla Giustizia».



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