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Crisi, si salvano solo i bar È boom di aperture: +23%

Crisi, si salvano solo i bar È boom di aperture: +23%

I dati dell’Osservatorio nazionale Confesercenti. In dieci anni chiusi 981 negozi Ma locali e ristoranti sono in controtendenza: «L’unico comparto in crescita»

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REGGIO EMILIA. «È come se in dieci anni chiudessero tutti i negozi del centro di Reggio». Una morìa di negozi, alla quale fa da contraltare un boom di bar e ristoranti, le uniche attività che sembrano essersi salvate dalla lunga crisi. È quanto emerge dall’Osservatorio nazionale Confesercenti, che ha analizzato l’andamento demografico delle piccole e medie imprese al dettaglio e del settore turistico, analizzando i dati messi a disposizione dalle Camere di commercio provinciali italiane. «Il dato che emerge non sorprende – commentano da Confesercenti Reggio Emilia – ma risulta drammatico nella sua entità». Negli ultimi dieci anni, dal 2007 al 2017, a livello nazionale si è avuta una perdita complessiva di 107.952 aziende del settore commercio (-11,2%). «A livello provinciale – aggiungono dall’associazione – il dato è ancora più impietoso con una perdita secca di 981 unità, pari a un –17%. Le motivazioni sono ormai arcinote: calo drastico della propensione alla spesa delle famiglie, tassazione insostenibile, difficile accesso al credito per le Pmi di settore e concorrenza sempre più spietata della grande distribuzione e delle piattaforme online a seguito delle liberalizzazioni spinte degli ultimi dieci anni. Soprattutto su questo aspetto è opportuno fare presente che oggi, oltre alle economie di scala che certi giganti della distribuzione online sono in grado di proporre, c’è da aggiungere il vantaggio competitivo incolmabile di chi vende in Italia ma paga le tasse in qualche paradiso fiscale europeo o extraeuropeo». Quest’ultimo aspetto è considerato da Confesercenti «un vero abuso». Ma, di fronte ai numeri impietosi, l’associazione rileva anche una controtendenza. È quella del comparto turistico. «Se alberghi e ristoranti in Italia dal 2007 al 2017 hanno fatto segnare un + 63mila unità con un incremento del 16.6% a Reggio, città non proprio a vocazione turistica si è avuto un incremento di 623 imprese con un balzo del +22,9%, che testimonia una crescita notevole del settore in tempo di crisi».

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