«Io, reggiana in Messico, bloccata fra il terremoto e l’uragano»
Giulia Di Loreto, a Oaxaca per lavoro, racconta il terribile sisma magnitudo 8.2. «Vento e pioggia da diluvio universale. E la scossa sembrava non finire mai».
MESSICO. «La scossa sembrava non finire più». È in Messico per lavoro solo da qualche settimana. E, sempre per lavoro, da Mexico City – dove abita – era da poco arrivata a Oaxaca City, una delle località più colpite dal terribile sisma di magnitudo 8.2 avvertito nell’Istmo di Tehuantepec alle 23.49 della notte di giovedì.
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È qui che la reggiana Giulia Di Loreto, di Correggio, sta partecipando ad una conferenza internazionale per le pubblicazioni “The Business Year”, alla presenza dei vertici dello stato di Oaxaca. Compreso il governatore, Alejandro Murat, al quale ieri è spettato il triste compito di annunciare la morte di almeno 20 persone.
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E commentare uno scenario di distruzione e macerie. «Alla conferenza, gli organizzatori hanno dato tutte le indicazioni in caso di terremoto», racconta Giulia, che non nasconde di aver avvertito quasi una sensazione di presagio. Il terremoto ha devastato una vasta zona del Messico, proprio nelle stesse ore in cui si sta avvicinando anche la furia dell’uragano Katia.
«Dopo la conferenza, io e il mio ragazzo siamo andati a cena. Le strade erano allagate, sembrava il diluvio universale – aggiunge – siamo tornati in hotel verso le undici e, dopo aver visto un film, ci eravamo messi a letto. Al buio ho sentito il letto che si muoveva. Ho detto al mio ragazzo di smetterla di muoversi. Non ho neanche finito di dirlo, e ci siamo accorti di ciò che stava succedendo. Siamo corsi sotto l’arco della porta del bagno».
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Scene già vissute in Italia, dove Giulia ricorda ancora le scosse del maggio 2012: «Quei terremoti mi sono bastati, ma quello che mi ha colpito di questo sisma è la durata. Continuava, continuava. Io e il mio ragazzo ci guardavamo allibiti». L’albergo in cui Giulia alloggia è un 5 stelle. E per fortuna non ha riportato danni. Tutti gli ospiti sono scesi nella hall. E, appena si è diffusa la notizia del sisma, subito è scattato il tam tam di chiamate e messaggi per rassicurare i familiari.
«Ho visto scene di panico. Io, una volta finita la scossa, con calma ho preso il telefono, mi sono infilata la giacca e sono uscita». Il primo pensiero è stato tornare in aereo a Mexico City, dove il sisma è stato avvertito in maniera più lieve.
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«Ma lì sta arrivando l’uragano – aggiunge Giulia – quindi abbiamo deciso di rimanere qui un altro giorno. Le camere sono state tutte controllate. Qui sono molto attenti alla sicurezza sismica, visto che il rischio è alto. Non oso pensare cosa accadrebbe in Italia con una scossa del genere. Lo sciame sta rilasciando scosse tra i 4 i 6 gradi».
Una bruttissima esperienza per Giulia Di Loreto, che viaggia molto per lavoro. E, fra le sue mete di lavoro, c’è stata anche Istanbul, proprio nei giorni in cui avveniva il terribile attentato di gennaio. «I miei genitori? Vengono spesso a trovarmi nei luoghi in cui lavoro. Ormai sono abbastanza abituati a sapermi in luoghi a rischio. Anche se, purtroppo, i terremoti possono verificarsi davvero ovunque».
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