Lo sfrattano, torna e porta via il boiler 31enne condannato
REGGIO EMILIA. Sfrattato, ha prima minacciato di morte il padrone di casa, poi armato di piccone ha fatto saltare i sigilli apposti dall’ufficiale giudiziario ed è tornato nell’appartamento. Dopo...
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REGGIO EMILIA. Sfrattato, ha prima minacciato di morte il padrone di casa, poi armato di piccone ha fatto saltare i sigilli apposti dall’ufficiale giudiziario ed è tornato nell’appartamento. Dopo alcuni giorni di occupazione abusiva se ne è andato, grazie alla mediazione dei carabinieri, portandosi via però un boiler, dei mobili e un lampadario.
Per questi episodi, avvenuti a Toano nel luglio 2014, ieri mattina Youssef Haquabi, marocchino di 31 anni, è stato condannato dal giudice Luca Ramponi a cinque mesi e 5 giorni di reclusione e 130 euro di multa.
Il giudice ha anche disposto una provvisionale di mille euro a titolo di risarcimento da quantificare in sede civile.
Lo straniero è stato condannato per minacce, violazioni di sigilli e per appropriazione indebita.
Il proprietario dell’immobile, una società di Carpi che gestisce numerosi appartamenti nelle colline e nell’Appennino reggiano, si è costituita parte civile con l’avvocato Giuseppe Campagnoli.
L’inquilino era entrato nell’appartamento di Toano nell’aprile 2013 e non aveva mai versato una sola mensilità, salvo il deposito cauzionale. L’immobiliare carpigiana ha prima tentato una mediazione ma l’uomo non si è mai fatto trovare. Pertanto è partita la procedura di sfratto.
Quando il legale rappresentante dell’immobiliare ha comunicato all’inquilino moroso che erano stati apposti i sigilli ha subito delle minacce di morte. Poi il 31enne è tornato a casa e ha fatto saltare il lucchetto della catena messa a chiusura della porta principale e ha occupato l’appartamento. (j.d.p.)
Per questi episodi, avvenuti a Toano nel luglio 2014, ieri mattina Youssef Haquabi, marocchino di 31 anni, è stato condannato dal giudice Luca Ramponi a cinque mesi e 5 giorni di reclusione e 130 euro di multa.
Il giudice ha anche disposto una provvisionale di mille euro a titolo di risarcimento da quantificare in sede civile.
Lo straniero è stato condannato per minacce, violazioni di sigilli e per appropriazione indebita.
Il proprietario dell’immobile, una società di Carpi che gestisce numerosi appartamenti nelle colline e nell’Appennino reggiano, si è costituita parte civile con l’avvocato Giuseppe Campagnoli.
L’inquilino era entrato nell’appartamento di Toano nell’aprile 2013 e non aveva mai versato una sola mensilità, salvo il deposito cauzionale. L’immobiliare carpigiana ha prima tentato una mediazione ma l’uomo non si è mai fatto trovare. Pertanto è partita la procedura di sfratto.
Quando il legale rappresentante dell’immobiliare ha comunicato all’inquilino moroso che erano stati apposti i sigilli ha subito delle minacce di morte. Poi il 31enne è tornato a casa e ha fatto saltare il lucchetto della catena messa a chiusura della porta principale e ha occupato l’appartamento. (j.d.p.)
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