Morto dopo l’arresto, eseguita l’autopsia
Correggio, la magistratura attende gli esiti dell’esame per valutare eventuali responsabilità nel decesso del 37enne
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CORREGGIO. È stata effettuata ieri pomeriggio l’autopsia sulla salma di Youness Abouloufa El Idrissi, il marocchino di 37 anni morto martedì all’ospedale Santa Maria di Reggio alcune ore dopo essere stato aggredito in strada e poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale al San Sebastiano di Correggio.
L’esame è stato disposto dal pm Giulia Stignani, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. La famiglia di Youness ha nominato un legale: una mossa che testimonia il desiderio di seguire con attenzione tutti gli sviluppi della vicenda. Del resto ieri il fratello Said aveva lanciato un appello affinché fosse fatta piena luce su questa vicenda. «Chiediamo la verità perchè questa morte non è normale», ha detto il familiare.
Nella serata di ieri non erano noti gli esiti dell’accertamento autoptico. Nel referto del Santa Maria pare si sia ipotizzato il decesso a causa di una malattia: una circostanza che lascia però perplessi i familiari che non erano al corrente di problemi di salute.
Dopo il decesso è emerso che Youness è stato aggredito lunedì sera alle 19.50 in via Roma a Correggio. Un trentenne italiano, conosciuto dai carabinieri, ha sferrato un pugno in faccia al marocchino, che in quel momento stava litigando con un connazionale. Youness è caduto a terra, è rimasto svenuto fino a quando è stato soccorso da un’ambulanza. Una volta portato in ospedale l’uomo ha rifiutato il ricoverato: in proposito il fratello Said ha espresso perplessità sul fatto che non sia stato trattenuto per accertamenti.
La vicenda è poi precipitata perché il marocchino, che aveva bevuto, è rimasto in ospedale e ha dato fastidio e così sono arrivati i carabinieri di Bagnolo che poi lo hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Youness è stato portato in caserma a Reggio e martedì a mezzogiorno è stato trovato agonizzante in cella. La corsa in ospedale è stata inutile: alle 13.53 i medici del Santa Maria lo hanno dichiarato morto.
Quando la magistratura darà il nulla osta la famiglia organizzerà i funerali in Marocco.
A Correggio vive solo un fratello e alcuni nipoti della vittima. Il resto della famiglia, tranne un fratello che risiede in Canada, abita nel paese nordafricano.(j.dp.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’esame è stato disposto dal pm Giulia Stignani, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. La famiglia di Youness ha nominato un legale: una mossa che testimonia il desiderio di seguire con attenzione tutti gli sviluppi della vicenda. Del resto ieri il fratello Said aveva lanciato un appello affinché fosse fatta piena luce su questa vicenda. «Chiediamo la verità perchè questa morte non è normale», ha detto il familiare.
Nella serata di ieri non erano noti gli esiti dell’accertamento autoptico. Nel referto del Santa Maria pare si sia ipotizzato il decesso a causa di una malattia: una circostanza che lascia però perplessi i familiari che non erano al corrente di problemi di salute.
Dopo il decesso è emerso che Youness è stato aggredito lunedì sera alle 19.50 in via Roma a Correggio. Un trentenne italiano, conosciuto dai carabinieri, ha sferrato un pugno in faccia al marocchino, che in quel momento stava litigando con un connazionale. Youness è caduto a terra, è rimasto svenuto fino a quando è stato soccorso da un’ambulanza. Una volta portato in ospedale l’uomo ha rifiutato il ricoverato: in proposito il fratello Said ha espresso perplessità sul fatto che non sia stato trattenuto per accertamenti.
La vicenda è poi precipitata perché il marocchino, che aveva bevuto, è rimasto in ospedale e ha dato fastidio e così sono arrivati i carabinieri di Bagnolo che poi lo hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Youness è stato portato in caserma a Reggio e martedì a mezzogiorno è stato trovato agonizzante in cella. La corsa in ospedale è stata inutile: alle 13.53 i medici del Santa Maria lo hanno dichiarato morto.
Quando la magistratura darà il nulla osta la famiglia organizzerà i funerali in Marocco.
A Correggio vive solo un fratello e alcuni nipoti della vittima. Il resto della famiglia, tranne un fratello che risiede in Canada, abita nel paese nordafricano.(j.dp.)
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