Prese a calci la Prefettura, espulso
Il 36enne marocchino aveva inveito contro la polizia, tre gli immigrati rimpatriati in una settimana
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REGGIO EMILIA. È stato rimpatriato il cittadino marocchino che il 29 agosto si era messo a pregare Allah in mezzo via San Pietro Martire, e poco dopo, in preda ai fumi dell’alcol, aveva preso a calci la porta della prefettura di Reggio Emilia e inveito contro le forze dell’ordine intervenute per bloccarlo. Il 36enne era già stato espulso quattro volte e, ritenuto un «soggetto pericoloso», il prefetto di Reggio Maria Grazia Forte aveva disposto per lui l’accompagnamento nel centro di permanenza per i rimpatri (cpr) di Torino, da cui poi è stato riportato direttamente in Marocco.
Una decisione presa tenendo conto dei numerosi precedenti dell’uomo. Il nordafricano infatti era noto all’ufficio immigrazione della questura dal 2009. Era diventato regolare sul territorio italiano grazie a una sanatoria e il suo permesso di soggiorno è stato sempre rinnovato per motivi di lavoro. Poi, nel 2014, sempre l’ufficio immigrazione ha scoperto che il contratto di lavoro del marocchino era falso. Un controllo di routine che ha portato a un’amara scoperta: il 36enne si era fatto assumere da un imprenditore risultato però essere morto qualche mese prima. Da lì la denuncia per falso e la perdita del permesso di soggiorno, con il primo decreto di espulsione. L’ultimo, il quarto, era stato firmato dal questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello lo scorso 21 agosto. Solo otto giorni dopo sarebbe poi avvenuta la sua sfuriata in via San Pietro Martire.
Quello nei confronti del marocchino è solo uno dei quattro provvedimenti di accompagnamento eseguiti in questa settimana dall’ufficio immigrazione della questura reggiana.
Ieri mattina è stato infatti accompagnato alla frontiera per il rimpatrio anche un cittadino ecuadoregno di 23 anni, destinatario di una misura di espulsione giudiziaria in alternativa al carcere applicata dal magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia e confermata in appello dal tribunale di Bologna. Il giovane era in carcere per una lunga serie di reati: tentato furto, rapina aggravata, lesioni, evasione e ricettazione.
Giovedì mattina invece un cittadino albanese, fermato durante un controllo di routine dei carabinieri a Novellara, è risultato non in regola con le norme sul soggiorno e con un provvedimento di espulsione pendente emesso dal questore Fusiello. Lo straniero è stato quindi accompagnato nel tardo pomeriggio di giovedì dai poliziotti alla frontiera milanese.
Infine una donna georgiana di 27 anni pochi giorni fa è stata sorpresa dalla polizia a rubare in un negozio della merce dal valore di poche decine di euro.
Risultata clandestina sul territorio nazionale, è stata quindi accompagnata al cpr di Roma su decreto di espulsione prefettizia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una decisione presa tenendo conto dei numerosi precedenti dell’uomo. Il nordafricano infatti era noto all’ufficio immigrazione della questura dal 2009. Era diventato regolare sul territorio italiano grazie a una sanatoria e il suo permesso di soggiorno è stato sempre rinnovato per motivi di lavoro. Poi, nel 2014, sempre l’ufficio immigrazione ha scoperto che il contratto di lavoro del marocchino era falso. Un controllo di routine che ha portato a un’amara scoperta: il 36enne si era fatto assumere da un imprenditore risultato però essere morto qualche mese prima. Da lì la denuncia per falso e la perdita del permesso di soggiorno, con il primo decreto di espulsione. L’ultimo, il quarto, era stato firmato dal questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello lo scorso 21 agosto. Solo otto giorni dopo sarebbe poi avvenuta la sua sfuriata in via San Pietro Martire.
Quello nei confronti del marocchino è solo uno dei quattro provvedimenti di accompagnamento eseguiti in questa settimana dall’ufficio immigrazione della questura reggiana.
Ieri mattina è stato infatti accompagnato alla frontiera per il rimpatrio anche un cittadino ecuadoregno di 23 anni, destinatario di una misura di espulsione giudiziaria in alternativa al carcere applicata dal magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia e confermata in appello dal tribunale di Bologna. Il giovane era in carcere per una lunga serie di reati: tentato furto, rapina aggravata, lesioni, evasione e ricettazione.
Giovedì mattina invece un cittadino albanese, fermato durante un controllo di routine dei carabinieri a Novellara, è risultato non in regola con le norme sul soggiorno e con un provvedimento di espulsione pendente emesso dal questore Fusiello. Lo straniero è stato quindi accompagnato nel tardo pomeriggio di giovedì dai poliziotti alla frontiera milanese.
Infine una donna georgiana di 27 anni pochi giorni fa è stata sorpresa dalla polizia a rubare in un negozio della merce dal valore di poche decine di euro.
Risultata clandestina sul territorio nazionale, è stata quindi accompagnata al cpr di Roma su decreto di espulsione prefettizia.
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