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Aterballetto pronto a “danzare” insieme

Aterballetto pronto a “danzare” insieme

Gigi Cristoforetti entusiasta: «Conosco bene Cantù, potremo lavorare a una visione integrata»

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REGGIO EMILIA. La nomina del nuovo direttore della Fondazione I Teatri segue di pochi mesi quella di Gigi Cristoforetti alla Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto. E in vista di una possibile più profonda collaborazione tra le due istituzioni, è da considerare di estremo interesse l’opinione di quest’ultimo. Cristoforetti, da parte sua, gradisce questo coinvolgimento, offrendoci con piacere le sue riflessioni in merito. «La scelta di Paolo Cantù – commenta – rappresenta un segno della politica culturale innovativa che questa città sta portando avanti, oltre a garantire una professionalità e un impulso importanti ai Teatri».

«Ho collaborato con lui sia quando era al Franco Parenti di Milano, sia da direttori di differenti strutture a Torino – prosegue –. Abbiamo contribuito alla rinascita del festival di Vignale Monferrato, lavorando fianco a fianco. Dal rispetto dei ruoli alla stima intellettuale, direi che ci sono stati e ci saranno tutti i presupposti per costruire dinamiche nuove. Non mi basta il concetto di fare sistema, perché spesso significa solo coesistenza pacifica. Sono i progetti comuni e la collaborazione operativa che possono fare la differenza».

Cristoforetti parla di visione integrata nei progetti strategici, ma anche e soprattutto nelle sfide quotidiane volte a ottimizzare i budget: «Una città che possa contare sulla comune visione e attitudine alla collaborazione di istituzioni come i teatri, la fondazione della danza, e aggiungo Palazzo Magnani – spiega – può disegnare un futuro diverso per la cultura del territorio, ma anche posizionarsi in Italia con una nuova identità. Programmeremo la danza insieme? Non lo so, ma di certo collaboreremo per i migliori risultati artistici. L’unione, e non necessariamente la fusione, sarà la nostra forza. Per la Fondazione della Danza crescere significa anche mettersi a disposizione di un panorama perlomeno nazionale».

In questo giorni Cristoforetti è nel pieno di una revisione progettuale della Fondazione Nazionale della Danza. «Stiamo gettando le fondamenta per un ruolo di riferimento perlomeno nazionale della Fondazione – spiega – e per collaborazioni con festival e teatri nazionali e internazionali che vadano oltre l’ospitalità di spettacoli. Ci sono già Tric (ex teatri stabili) o festival pronti a firmare con noi una convenzione triennale. Annunceremo il modo con il quale questa ambizione si tradurrà in scelte artistiche in occasione delle prime nazionali della prossima creazione, a Torinodanza il 19 ottobre e a Gorizia nell’ambito dell’edizione 2017 del Nid, la piattaforma nazionale della danza italiana». La volontà, anche grazie alla presenza di Pompea Santoro, nuovo direttore artistico, è quella di ribadire la centralità della compagnia. «Ma con il nostro marchio – conclude Cristoforetti – nascerà anche una costellazione di progetti diversificati, come lo sono oggi le esigenze di programmazione italiane e internazionali. La danza sta vivendo un momento molto creativo, è la disciplina più internazionalizzata ed è quella per sua natura più pronta alla collaborazione con gli altri linguaggi. Eppure non si sviluppa adeguatamente. Noi intendiamo dare un contributo al panorama italiano».

Giulia Bassi

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