Botte e minacce a moglie e figli per 5 anni
di Miriam Figliuolo
Pugni, schiaffi e urla ai familiari in mezzo alla strada: i carabinieri arrestano il 43enne con vizi dell’alcol e del gioco d’azzardo
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BASSA REGGIANA. Cinque anni di botte e minacce nei confronti della moglie e dei due figli, entrambi minori di 10 anni, fino all’episodio più grave, avvenuto il 13 agosto scorso, quando la donna con uno dei due bimbi, inseguita dal marito folle di rabbia, ha dovuto trovare riparo in un negozio. Ma l’uomo era già riuscito a scaricarle addosso la sua furia mentre ancora i tre erano in strada.
Alla fine il marito-padrone è stato arrestato, un provvedimento di natura cautelare disposto dal gip del tribunale di Reggio Emilia – le indagini sono seguite dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani – dopo le risultanze investigative prodotte dai carabinieri.
Si tratta di un uomo di 43anni di origine indiana. L’alcol è alla base delle violenze compiute nei confronti della moglie, e il più delle volte davanti agli occhi atterriti dei figli, che, stando al raccapricciante contenuto della denuncia, andavano avanti da almeno cinque anni.
«Adesso vi ammazzo tutti» e «sono gli ultimi giorni per voi», gridava l’uomo a moglie e i figli. Alla donna veniva impedito di uscire di casa, di telefonare e persino di frequentare un corso di italiano: l’apprendimento della lingua avrebbe potuto contribuire a liberarla dal giogo del marito.
Il 43enne tornava a casa già in preda ai fumi dell’alcol e aggrediva la moglie per qualsiasi futile motivo colpendola con pugni e schiaffi. Violenze del genere si verificavano davanti ai bambini almeno due o tre volte al mese. E, come se non bastasse, il marito-padrone, incurante delle esigenze dei figli e della donna, sperperava tutti i suoi guadagni, unico sostentamento per la famiglia, nell’alcol e nel gioco d’azzardo. Proprio la sera del 13 agosto si era allontanato da casa con uno dei figli per andare a giocare al bar. Era stato raggiunto qui dalla moglie che, in qualche modo, era riuscita a sottrargli il bambino e ad allontanarsi. Così facendo aveva scatenato però la furia dell’uomo che poi l’aveva seguita e raggiunta in strada.
Senza preoccuparsi della presenza di testimoni, si era poi accanito su di lei procurandole escoriazioni multiple per le quali la donna era poi stata medicata al pronto soccorso.
L’aggressione in strada aveva motivato l’intervento dei carabinieri che quindi hanno potuto procedere alla denuncia dell’uomo aprendo le indagini che, infine, lo hanno portato all’arresto.
La donna infatti nel 2016 aveva già denunciato il marito per le violenze, ma poi, molto probabilmente a causa della paura per sé e per i suoi figli, aveva ritirato la denuncia.
L’ultimo episodio invece ha finalmente aperto le porte del carcere per il 43enne.
Un provvedimento di natura cautelare sul quale ora dovrà decidere il giudice, anche sulla scorta delle diverse testimonianze di parenti e amici raccolte dai carabinieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alla fine il marito-padrone è stato arrestato, un provvedimento di natura cautelare disposto dal gip del tribunale di Reggio Emilia – le indagini sono seguite dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani – dopo le risultanze investigative prodotte dai carabinieri.
Si tratta di un uomo di 43anni di origine indiana. L’alcol è alla base delle violenze compiute nei confronti della moglie, e il più delle volte davanti agli occhi atterriti dei figli, che, stando al raccapricciante contenuto della denuncia, andavano avanti da almeno cinque anni.
«Adesso vi ammazzo tutti» e «sono gli ultimi giorni per voi», gridava l’uomo a moglie e i figli. Alla donna veniva impedito di uscire di casa, di telefonare e persino di frequentare un corso di italiano: l’apprendimento della lingua avrebbe potuto contribuire a liberarla dal giogo del marito.
Il 43enne tornava a casa già in preda ai fumi dell’alcol e aggrediva la moglie per qualsiasi futile motivo colpendola con pugni e schiaffi. Violenze del genere si verificavano davanti ai bambini almeno due o tre volte al mese. E, come se non bastasse, il marito-padrone, incurante delle esigenze dei figli e della donna, sperperava tutti i suoi guadagni, unico sostentamento per la famiglia, nell’alcol e nel gioco d’azzardo. Proprio la sera del 13 agosto si era allontanato da casa con uno dei figli per andare a giocare al bar. Era stato raggiunto qui dalla moglie che, in qualche modo, era riuscita a sottrargli il bambino e ad allontanarsi. Così facendo aveva scatenato però la furia dell’uomo che poi l’aveva seguita e raggiunta in strada.
Senza preoccuparsi della presenza di testimoni, si era poi accanito su di lei procurandole escoriazioni multiple per le quali la donna era poi stata medicata al pronto soccorso.
L’aggressione in strada aveva motivato l’intervento dei carabinieri che quindi hanno potuto procedere alla denuncia dell’uomo aprendo le indagini che, infine, lo hanno portato all’arresto.
La donna infatti nel 2016 aveva già denunciato il marito per le violenze, ma poi, molto probabilmente a causa della paura per sé e per i suoi figli, aveva ritirato la denuncia.
L’ultimo episodio invece ha finalmente aperto le porte del carcere per il 43enne.
Un provvedimento di natura cautelare sul quale ora dovrà decidere il giudice, anche sulla scorta delle diverse testimonianze di parenti e amici raccolte dai carabinieri.
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