«La sicurezza è una questione di sinistra»
La ricetta del numero uno del Viminale per rilanciare il Pd: «Dobbiamo stare accanto a chi ha paura»
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REGGIO EMILIA. «Se una persona ha paura io, Pd, lo biasimo o gli sto accanto? Io penso che compito del Pd e del ministro dell’Interno sia stare accanto a chi ha paura». E poi: «La sinistra sta accanto a chi ha paura con l’obiettivo di liberarlo, i populisti stanno accanto per tenerli incatenati alle loro paure». E infine: «Il mio obiettivo è cancellare il termine emergenza della gestione delle politiche migratorie». Così dal palco di FestaReggio il ministro Marco Minniti, replica alle accuse e alla polemica da quanti lo considerano un ministro dal pugno duro sul fronte sicurezza e immigrazione. «Se guardiamo l’andamento delle statistiche sui reati il segno meno è quello che va per la maggiore. Ma l’insicurezza è un sentire e un sentirsi, è un sentimento – afferma Minniti – Rispetto ad un sentimento, qual è l’atteggiamento della politica? Alla persona che si sente insicura è sufficiente presentarsi con le statistiche? Io penso di no. Il tema della paura riguarda le grandi società del mondo: è un tema con cui ci confronteremo per i prossimi dieci anni».
Secondo il ministro, è questa la ricetta per riprendere voti nelle periferie: «Dobbiamo chiederci perché la sinistra ora lì è più debole, dobbiamo stare accanto alla gente». Sul fronte immigrazione e terrorismo, invece, per Minniti il controllo del confine sud della Libia è cruciale, «perché da lì un domani possono anche passare i terroristi dell’Isis».
Di qui il ricordo delle azioni di governo: «L’azione che in questi 8 mesi ha fatto il governo è quella di governare i flussi migratori: io voglio cancellare l’emergenza dai fenomeni migratori, occorre una visione». Il titolare dell’Interno ha anche sottolineato che l’Italia «è un Paese che ha accolto, che continuerà ad accogliere, che ha scritto nel suo Dna il tema dell’accoglienza: è un punto non cancellabile dalla storia del nostro Paese. Dobbiamo essere orgogliosi di essere un Paese che anche di fronte a una non eccessiva solidarietà abbiamo accolto più di altri; orgogliosi che a livello europeo più volte si è detto che l’Italia ha difeso l’onore dell’Europa: cosa molto bella e forte, ma sarei stato più contento se nel momento più difficile degli arrivi si fosse potuto contare anche su qualche altro porto europeo aperto». (e.spa)
Secondo il ministro, è questa la ricetta per riprendere voti nelle periferie: «Dobbiamo chiederci perché la sinistra ora lì è più debole, dobbiamo stare accanto alla gente». Sul fronte immigrazione e terrorismo, invece, per Minniti il controllo del confine sud della Libia è cruciale, «perché da lì un domani possono anche passare i terroristi dell’Isis».
Di qui il ricordo delle azioni di governo: «L’azione che in questi 8 mesi ha fatto il governo è quella di governare i flussi migratori: io voglio cancellare l’emergenza dai fenomeni migratori, occorre una visione». Il titolare dell’Interno ha anche sottolineato che l’Italia «è un Paese che ha accolto, che continuerà ad accogliere, che ha scritto nel suo Dna il tema dell’accoglienza: è un punto non cancellabile dalla storia del nostro Paese. Dobbiamo essere orgogliosi di essere un Paese che anche di fronte a una non eccessiva solidarietà abbiamo accolto più di altri; orgogliosi che a livello europeo più volte si è detto che l’Italia ha difeso l’onore dell’Europa: cosa molto bella e forte, ma sarei stato più contento se nel momento più difficile degli arrivi si fosse potuto contare anche su qualche altro porto europeo aperto». (e.spa)
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