Gazzetta di Reggio

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Lavori eseguiti in meno di tre anni

CASTELNOVO MONTI. Era il 13 febbraio 2015, un venerdì mattina, quando un boato fece vibrare la Pietra di Bismantova: 200 metri cubi di roccia si staccarono dalla sommità e precipitarono contro la...

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CASTELNOVO MONTI. Era il 13 febbraio 2015, un venerdì mattina, quando un boato fece vibrare la Pietra di Bismantova: 200 metri cubi di roccia si staccarono dalla sommità e precipitarono contro la parete proprio sopra il Santuario per poi schiantarsi sul sagrato. I vetri dell’eremo andarono in frantumi. Venne abbattuta anche la statua in bronzo di San Benedetto, opera del castelnovese Giorgio Benevelli che subì danni riparabili e sarà recuperata. Fortuna volle che nessuno fosse in zona. Era nelle sue stanze don Edo Cabassi, svegliato da un rumore che «sembrava da fine del mondo» e che da allora è ospite nella chiesa di Cagnola, così come le suppellettili del Santuario.

Dal giorno dopo cominciò lo sgombero delle pietre e la messa in sicurezza delle pareti per un importo di circa 700 mila euro, finanziati per la quasi totalità dalla Regione, partendo da un monitoraggio sulla Pietra, con rilevatori di distanza nelle spaccature, e webcam che analizzano in tempo reale la situazione.

Per gli interventi sono stati stanziati 30 mila euro in urgenza per la rimozione di una lama di roccia in equilibrio precario in prossimità della via degli Svizzeri, quasi perpendicolare al Rifugio della Pietra. Un secondo stanziamento ha riguardato la demolizione e il consolidamento di altre lame rocciose. Agli ulteriori 200 mila euro ha contribuito anche il Comitato per il santuario, il Parco nazionale e il Comune di Castelnovo per 40 mila euro. Un altro stralcio è stato finanziato nel 2016, per 140 mila euro, con nuovi lavori di consolidamento e disgaggi di lame rocciose instabili.

Infine il finanziamento più corposo: 318 mila nel marzo 2017, per consolidamenti, ultimi disgaggi e posizionamento di barriere paramassi.

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