Gazzetta di Reggio

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Schermaglie e abbracci tra Delrio e Pisapia

di Evaristo Sparvieri
Schermaglie e abbracci tra Delrio e Pisapia

Fumata grigia fra il ministro e il leader di Campo Progressista, che avverte: «Il centrosinistra non c’è. Il Pd? Siamo sfidanti»

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REGGIO EMILIA . Delrio insiste: «Il vero nemico non è Matteo Renzi, è Matteo Salvini». Pisapia, invece, sembra prenderla alla larga: «Nemici in politica non ne ho. Ho degli avversari. I miei avversai sono le destre, il populismo e la demagogia. È chiaro che devo esser convincente: noi come Campo Progressista, insieme ad Art. 1 siamo sfidanti del Pd».

L’abbraccio, in realtà, c’è stato. Come un deja vu di quanto avvenuto a Milano con la Boschi. Ma l’alleanza sembra lontana. Né con il Pd, né senza il Pd. Magari vedremo in un secondo momento, in funzione post elettorale. E il nodo nel quale sembra incartarsi il leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, sembra stringersi ulteriormente dopo la giornata di ieri, quando l’ex sindaco di Milano è stato protagonista di un dibattito a FestaReggio con il ministro reggiano, Graziano Delrio.

In mattinata, per Pisapia l’incontro con gli scissionisti di Mdp, con i quali l’alleanza in vista delle Regionali siciliane è saltata. Come con il Pd. La sera, invece, sul palco di FestaReggio, il dibattito con il ministro reggiano, da sempre vicino a Matteo Renzi, segretario nazionale di quel Pd che l’ex sindaco di Milano aveva da sempre giudicato “non il nemico”, ma nemmeno l’alleato. È per questo che il passaggio di ieri sera a FestaReggio è stato fondamentale in chiave elettorale, arrivato al termine di una giornata in cui era stato Pierluigi Bersani ad incoronare l’ex sindaco di Milano. In mattinata, Bersani, non aveva esitato a definire Pisapia leader della sinistra: «Assolutamente sì», aveva risposto a chi lo interpellava, riconoscendo al padre di Campo Progressista quel ruolo di federatore che tuttavia è stato subito negato da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana: «Non è il nostro leader». Stop.

Quanto all’ex sindaco di Milano – che in apertura della serata reggiana ha ricordato la sua difesa del partigiano Diavolo nel processo di revisione di condanna – dopo l’incontro con Bersani aveva sottolineato che «c’è consonanza di opinioni, obiettivi e percorsi. È stato fatto un importante passo avanti». Un concetto ripetuto anche ieri sera, dove tra Delrio e Pisapia è andato in scena un duello senza soluzione di continuità, orchestrato dal vicedirettore dell’Espresso, Marco Damilano.

«Io non credo che noi abbiamo fatto politiche di destra», replica Delrio elencando una serie di provvedimenti del governo (un milione di posti di lavoro, le unioni civili, la legge contro la povertà) ed escludendo che l’alleanza con Alfano abbia in qualche modo influenzato l’operato dell’esecutivo. «Come è pensabile che noi pensiamo ad esser divisi – aggiunge Delrio rivolgendosi all’ex sindaco di Milano – abbiamo bisogno di esser uniti, con sensibilità diverse davanti al centrodestra». Un invito che Pisapia sembra aver accettato solo in parte. A fare da snodo, proprio la presenza di Alfano in un’eventuale coalizione Pd, al quale viene ricondotto in qualche modo lo stop dello Ius Soli: «Noi vogliamo ricostruire un nuovo centrosinistra perché non c’è – controreplica Pisapia – Credo che il Pd non sia autosufficiente e rappresenti qualcosa di diverso di come è nato e si è sviluppato. Il Pd non è nemico, ma costruiremo le condizioni perché il popolo della sinistra possa tornare a marciare insieme. Il centrosinistra per convincere, governare e fare quelle riforme indispensabili di centrosinistra non può più guardare al centrodestra. È la nostra sfida».

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