Scuole, 41 cantieri per 2,5 milioni di euro
di Luciano Salsi
I lavori hanno riguardato la sicurezza, il confort e le barriere architettoniche. Molti sono conclusi, altri lo saranno a breve
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REGGIO EMILIA. È significativo lo sforzo del Comune di Reggio per garantire condizioni di sicurezza, accessibilità e fruibilità didattica ai 52 edifici scolastici di sua competenza che venerdì, primo giorno di lezione in tutta l’Emilia-Romagna, saranno riaperti per più di 13mila alunni.
Quarantuno i cantieri estivi totali per una spesa complessiva di due milioni e mezzo di euro. I lavori più rilevanti saranno terminati nei prossimi mesi, ma le classi interessate, trasferite temporaneamente in altri plessi, non perderanno un giorno di scuola.
L’amministrazione comunale, inoltre, rinnova l’impegno ad affiancare agli insegnanti statali i propri centocinquanta educatori dell’Officina educativa per contribuire al sostegno degli alunni disabili e animare le attività pomeridiane, nel quadro del Patto per l’educazione e la conoscenza firmato la primavera scorsa con l’Ufficio scolastico provinciale e i dodici istituti comprensivi della città. «La scuola – dice il sindaco Luca Vecchi – è ai primi posti nel programma della consigliatura. Stiamo perseguendo l’obiettivo di medio termine che ci eravamo proposti, riattivando l’investimento pubblico dopo la frenata del periodo 2009-2013. Il relativo piano triennale stanzia 70 milioni in tre anni. Le nostre scuole, quasi tutte datate, richiedono interventi di manutenzione e ampliamento. Con il Patto per l’educazione, ci proponiamo di garantirne l’apertura pomeridiana facendone un punto di riferimento per tutta la comunità in questo mondo impaurito».
La riqualificazione degli edifici ha riguardato il miglioramento sismico, l’abbattimento delle barriere architettoniche che ostacolano l’accesso ai disabili, il miglioramento del confort delle aule e il rifacimento di facciate e infissi. Una somma di 864mila euro, pari a circa un terzo dell’investimento complessivo, è stata destinata alla messa in sicurezza degli stabili e all’analisi di vulnerabilità sismica di sei fabbricati, in primo luogo la palestra dell’ex-Gil di viale Magenta, per la quale sono occorsi 460mila euro, e la scuola Marco Emilio Lepido di via Premuda, per la quale sono stati stanziati quest’anno 250mila dei 650mila euro necessari per l’intervento completo.
Altri 565.070 euro sono finalizzati all’esecuzione di opere di manutenzione straordinaria, tra cui la sistemazione degli spogliatoi della palestra Lepido, e 406mila euro all’efficientamento energetico degli edifici scolastici, alla sostituzione di serramenti e all’impianto di valvole termostatiche nei radiatori.
Gli impianti sportivi sono stati potenziati con una spesa di 222.500 euro. Infine sono 342.546 gli euro messi a bilancio per la riqualificazione dei locali, in particolare per la realizzazione di nuove sale da pranzo e il recupero di facciate storiche della scuola media Manzoni.
«Sotto il profilo della sicurezza – osserva Mirko Tutino, assessore alle Infrastrutture – il terremoto del 1996 ci ha offerto un battesimo del fuoco. Tutti gli edifici scolastici ora sono coperti sotto il profilo della vulnerabilità sismica. Non siamo di fronte a un’emergenza. Tuttavia abbiamo in programma interventi finalizzati a fare un’analisi sismica approfondita tramite carotaggi sui muri. Daremo la priorità ai fabbricati più vecchi».
Reggio ha un complesso di edifici scolastici di diverse età sparsi sul territorio. Quelle del centro accoglievano la borghesia e la classe operaia. Quelle delle frazioni agricole si riempivano con la prole contadina e ora servono alle nuove periferie. «Gli edifici più vecchi – spiega Tutino – sono anteriori agli anni Trenta e sono caratterizzati da alti soffitti, che determinano dispersione energetica, e da barriere architettoniche. Poi ci sono i plessi risalenti agli anni Settanta, Ottanta e Novanta, il periodo della grande espansione urbana».
Quarantuno i cantieri estivi totali per una spesa complessiva di due milioni e mezzo di euro. I lavori più rilevanti saranno terminati nei prossimi mesi, ma le classi interessate, trasferite temporaneamente in altri plessi, non perderanno un giorno di scuola.
L’amministrazione comunale, inoltre, rinnova l’impegno ad affiancare agli insegnanti statali i propri centocinquanta educatori dell’Officina educativa per contribuire al sostegno degli alunni disabili e animare le attività pomeridiane, nel quadro del Patto per l’educazione e la conoscenza firmato la primavera scorsa con l’Ufficio scolastico provinciale e i dodici istituti comprensivi della città. «La scuola – dice il sindaco Luca Vecchi – è ai primi posti nel programma della consigliatura. Stiamo perseguendo l’obiettivo di medio termine che ci eravamo proposti, riattivando l’investimento pubblico dopo la frenata del periodo 2009-2013. Il relativo piano triennale stanzia 70 milioni in tre anni. Le nostre scuole, quasi tutte datate, richiedono interventi di manutenzione e ampliamento. Con il Patto per l’educazione, ci proponiamo di garantirne l’apertura pomeridiana facendone un punto di riferimento per tutta la comunità in questo mondo impaurito».
La riqualificazione degli edifici ha riguardato il miglioramento sismico, l’abbattimento delle barriere architettoniche che ostacolano l’accesso ai disabili, il miglioramento del confort delle aule e il rifacimento di facciate e infissi. Una somma di 864mila euro, pari a circa un terzo dell’investimento complessivo, è stata destinata alla messa in sicurezza degli stabili e all’analisi di vulnerabilità sismica di sei fabbricati, in primo luogo la palestra dell’ex-Gil di viale Magenta, per la quale sono occorsi 460mila euro, e la scuola Marco Emilio Lepido di via Premuda, per la quale sono stati stanziati quest’anno 250mila dei 650mila euro necessari per l’intervento completo.
Altri 565.070 euro sono finalizzati all’esecuzione di opere di manutenzione straordinaria, tra cui la sistemazione degli spogliatoi della palestra Lepido, e 406mila euro all’efficientamento energetico degli edifici scolastici, alla sostituzione di serramenti e all’impianto di valvole termostatiche nei radiatori.
Gli impianti sportivi sono stati potenziati con una spesa di 222.500 euro. Infine sono 342.546 gli euro messi a bilancio per la riqualificazione dei locali, in particolare per la realizzazione di nuove sale da pranzo e il recupero di facciate storiche della scuola media Manzoni.
«Sotto il profilo della sicurezza – osserva Mirko Tutino, assessore alle Infrastrutture – il terremoto del 1996 ci ha offerto un battesimo del fuoco. Tutti gli edifici scolastici ora sono coperti sotto il profilo della vulnerabilità sismica. Non siamo di fronte a un’emergenza. Tuttavia abbiamo in programma interventi finalizzati a fare un’analisi sismica approfondita tramite carotaggi sui muri. Daremo la priorità ai fabbricati più vecchi».
Reggio ha un complesso di edifici scolastici di diverse età sparsi sul territorio. Quelle del centro accoglievano la borghesia e la classe operaia. Quelle delle frazioni agricole si riempivano con la prole contadina e ora servono alle nuove periferie. «Gli edifici più vecchi – spiega Tutino – sono anteriori agli anni Trenta e sono caratterizzati da alti soffitti, che determinano dispersione energetica, e da barriere architettoniche. Poi ci sono i plessi risalenti agli anni Settanta, Ottanta e Novanta, il periodo della grande espansione urbana».
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