La Mediopadana “traina” la linea Reggio-Guastalla
di Ambra Prati
I dati della Regione del biennio 2014-2016: passeggeri in calo da Ciano e Sassuolo La tratta della Bassa cresce grazie alla fermata nella stazione dell’Alta velocità
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GUASTALLA. Emorragia di passeggeri per le tre tratte ferroviarie reggiane: i dati degli ultimi due anni forniti dalla Regione confermano, a fronte dello stesso numero di convogli, la decrescita (infelice) degli utenti, pari a circa un -10%. Unica eccezione, la linea Reggio-Guastalla. E il motivo è presto detto: questa linea si interseca con l’Alta Velocità ed è la sola a fermarsi alla Mediopadana, che conferma il ruolo di traino e di forte attrattiva esercitato da Mancasale.
I dati forniti da palazzo Aldo Moro, da novembre 2016 e novembre 2014, fotografano una certa disaffezione alle corse locali. La Reggio-Ciano è passata da 2.343 passeggeri del 2014 a 1.892 nel 2016. La Reggio-Sassuolo da 1.923 nel 2014 a 1.716 nel 2016. Solo la Reggio-Guastalla ha registrato un incremento: da 2082 utenti nel 2014 a 2.230 nel 2016. Il tutto a fronte di un servizio invariato o, se si preferisce, al palo: i treni sono rimasti 20 sulla Reggio-Ciano, 18 sulla Reggio-Sassuolo – il che stupisce, avendo la zona ceramiche un bacino d’utenza, oltre che di merci, molto maggiore rispetto alla Val d’Enza – e 24 la Reggio-Guastalla.
Dicevamo dell’eccezione che conferma la regola. Sulla Reggio-Guastalla i pendolari delle strade ferrate sono incrementati semplicemente perché è l’unico treno regionale che tra la stazione cittadina di Reggio e la Bassa va a intercettare l’Alta velocità, effettuando una fermata intermedia proprio alla Mediopadana: all’ingresso della stazione di Calatrava, proprio sulla sinistra, si può scendere e, restando al coperto sotto le vele disegnate dall’archietto, salire su un convoglio veloce. Certo la Reggio-Guastalla rimane a binario unico e quindi con limitazioni sulle frequenze, ma rappresenta comunque un’alternativa ai bus da piazzale Marconi.
«La crescita della Mediopadana può aver generato questa inversione di tendenza – conferma l’assessore comunale alla Mobilità e alle Infrastrutture Mirko Tutino –. In linea generale le linee ferroviarie locali, da quando sono passate sotto società regionali, hanno perso in qualità rispetto all’Act. E ancora non si sono visti gli ingenti investimenti che la Regione ha messo in campo: i primi cantieri sono stati avviati questa estate». Tutino è sempre stato critico verso la triplice gestione Seta (Modena), Tper (Bologna) e Fer (Ferrara), protestando più volte per certe decisioni comunicate senza nemmeno preavviso. «In più pesa, credo, la riduzione sulle corse e sulle fermate (un esempio per tutti Bosco e Due Maestà), che va in netta controtendenza con gli obiettivi annunciati da vent’anni rispetto a una vera e propria metropolitana di superficie».
Sulla Reggio-Guastalla si può ipotizzare anche un altro motivo. Mentre Ciano e Scandiano sono state interessate, negli ultimi anni, da interventi (con relativi bus sostitutivi che scoraggiano l’utenza), a Guastalla nulla fino al giugno scorso. Sulla Guastalla, proprio grazie ai recenti lavori di ammodernamento, i treni potranno viaggiare ad una velocità di 70 chilometri orari: da 25 anni quella linea è rallentata a 30.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I dati forniti da palazzo Aldo Moro, da novembre 2016 e novembre 2014, fotografano una certa disaffezione alle corse locali. La Reggio-Ciano è passata da 2.343 passeggeri del 2014 a 1.892 nel 2016. La Reggio-Sassuolo da 1.923 nel 2014 a 1.716 nel 2016. Solo la Reggio-Guastalla ha registrato un incremento: da 2082 utenti nel 2014 a 2.230 nel 2016. Il tutto a fronte di un servizio invariato o, se si preferisce, al palo: i treni sono rimasti 20 sulla Reggio-Ciano, 18 sulla Reggio-Sassuolo – il che stupisce, avendo la zona ceramiche un bacino d’utenza, oltre che di merci, molto maggiore rispetto alla Val d’Enza – e 24 la Reggio-Guastalla.
Dicevamo dell’eccezione che conferma la regola. Sulla Reggio-Guastalla i pendolari delle strade ferrate sono incrementati semplicemente perché è l’unico treno regionale che tra la stazione cittadina di Reggio e la Bassa va a intercettare l’Alta velocità, effettuando una fermata intermedia proprio alla Mediopadana: all’ingresso della stazione di Calatrava, proprio sulla sinistra, si può scendere e, restando al coperto sotto le vele disegnate dall’archietto, salire su un convoglio veloce. Certo la Reggio-Guastalla rimane a binario unico e quindi con limitazioni sulle frequenze, ma rappresenta comunque un’alternativa ai bus da piazzale Marconi.
«La crescita della Mediopadana può aver generato questa inversione di tendenza – conferma l’assessore comunale alla Mobilità e alle Infrastrutture Mirko Tutino –. In linea generale le linee ferroviarie locali, da quando sono passate sotto società regionali, hanno perso in qualità rispetto all’Act. E ancora non si sono visti gli ingenti investimenti che la Regione ha messo in campo: i primi cantieri sono stati avviati questa estate». Tutino è sempre stato critico verso la triplice gestione Seta (Modena), Tper (Bologna) e Fer (Ferrara), protestando più volte per certe decisioni comunicate senza nemmeno preavviso. «In più pesa, credo, la riduzione sulle corse e sulle fermate (un esempio per tutti Bosco e Due Maestà), che va in netta controtendenza con gli obiettivi annunciati da vent’anni rispetto a una vera e propria metropolitana di superficie».
Sulla Reggio-Guastalla si può ipotizzare anche un altro motivo. Mentre Ciano e Scandiano sono state interessate, negli ultimi anni, da interventi (con relativi bus sostitutivi che scoraggiano l’utenza), a Guastalla nulla fino al giugno scorso. Sulla Guastalla, proprio grazie ai recenti lavori di ammodernamento, i treni potranno viaggiare ad una velocità di 70 chilometri orari: da 25 anni quella linea è rallentata a 30.
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