La testimonianza di uno dei tre giovani «Dovevano vendere della cocaina»
Parla velocemente al telefono, probabilmente ancora agitato al ricordo di quanto successo la sera prima. È uno dei tre minorenni che, martedì sera, sono stati aggrediti e rapinati da un gruppo di...
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Parla velocemente al telefono, probabilmente ancora agitato al ricordo di quanto successo la sera prima. È uno dei tre minorenni che, martedì sera, sono stati aggrediti e rapinati da un gruppo di giovani nordafricani. «Sono io che ho chiamato le forze dell’ordine – ci racconta – assieme ai miei amici stavamo chiacchierando ai Giardini pubblici e, quasi tutti, avevamo il telefono in mano. Poi questi stranieri si sono avvicinati a noi, a occhio sembravano più grandi, tutti sulla ventina». Giunti davanti a loro, prosegue il ragazzo, «ci hanno chiesto se potevamo prestare loro uno dei nostri cellulari. Dovevano vendere della cocaina, hanno detto, a un loro cliente in zona Mirabello e lo dovevano avvisare. Poi uno dei tre ha strappato di mano il cellulare a un mio amico ed è scappato verso la stazione». A quel punto, ci racconta, «io ho chiamato le forze dell’ordine. Ma gli altri stranieri che erano rimasti in zona se ne sono accorti e hanno cominciato a urlarmi contro. Così sono scappato verso una zona dove c’erano un po’ più di passanti, in attesa che arrivassero i carabinieri». Nel frattempo «gli altri nordafricani, che erano in bici, hanno preso il cellulare e gli occhiali da sole di un altro mio amico e sono fuggiti anche loro. Tutto questo mentre il primo rapinato aveva raggiunto il tunisino e, dopo una colluttazione piuttosto prolungata, era riuscito a farsi ridare il telefonino».
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